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News | di Alessandro Barcella |

Il segreto per vivere di più? Mangiare meno. Parola di scienziato

Il biologo cellulare Guido Kroemer vince un assegno di ricerca di un milione di euro per lo studio sulle “cellule spazzine”. La sua scoperta? Se mangiamo di meno, il corpo elimina naturalmente le scorie. Non solo, la ricerca ha scoperto anche sostanze che di fatto portano gli stessi benefici. Facendoci vivere più a lungo

Mangiare meno fa vivere di più. È il cuore di una prestigiosa ricerca scientifica, con la quale il biologo cellulare austriaco Guido Kroemer ha appena vinto il premio “Lombardia Ricerca”. Un riconoscimento promosso da Regione Lombardia che gli vale un assegno da un milione di euro, che potrà investire in uno studio che ha dato già ottimi risultati. Il 70% di questo riconoscimento economico, assegnato da 15 top scientist italiani, andrà investito in collaborazione con centri di ricerca in Lombardia.

Lo studio di Guido Kroemer ha scoperto un meccanismo tanto semplice quanto importante: quando introduciamo nel nostro corpo meno calorie si produce naturalmente il fenomeno naturale dell’autofagia. le cellule del nostro organismo “mangiano” gli elementi dannosi presenti nel corpo. Il risultato? Una sorta di autoriparazione spontanea del corpo, che permette di allungare la vita media.

Il professor Kroemer, sentito in esclusiva da Iene.it, ci tiene a precisare: “Chiariamo innanzitutto che la ricerca è di tipo sperimentale ed è stata effettuata su alcune specie tra cui per esempio i topi, alcuni tipi di vermi e la mosca dell’uva. In queste specie abbiamo osservato un aumento della longevità anche del 10-20%. Abbiamo osservato anche una riduzione delle malattie neurodegenerative e un miglioramento di attività fisica e memoria. Inoltre si sono notati annullamenti importanti dell’invecchiamento cardio-vascolare. L’unico dato osservato sull’uomo è quello legato alla spermidina, una sostanza presente in alcuni cibi, che può avere come effetto la riduzione della mortalità, in particolare per le malattie  cardio-vascolari e tumorali. Questo solo effetto, al momento, è stato osservato nell’uomo”.   

“Era il 2005 quando abbiamo pubblicato il primo lavoro dimostrando che l’autofagia può proteggere le cellule dalla tossicità, per esempio della chemioterapia”, spiega il professor Kroemer. “Sono 14 anni che portiamo avanti questi studi a dimostrazione del fatto che tutti i progetti scientifici devono essere approfonditi a lungo termine”.

“Il nostro team di ricerca ha sviluppato un gruppo di agenti attivi chiamati Caloric restriction mimetics (CRMs)”, prosegue, “che sono delle molecole naturali o farmacologiche capaci di mimare gli effetti benefici della restrizione calorica. Stiamo lavorando per determinare le modalità d'azione dei CRMs in merito alla loro capacità di ridurre la manifestazione e la progressione delle patologie legate all'età (cancro, malattia cardiovascolare, diabete...) e addirittura di estendere la longevità. Stiamo infine accumulando importanti evidenze che l'induzione dell'autofagia tramite il digiuno, l'esercizio e i CRMs produca un ampio spettro di effetti anti-invecchiamento” conclude il biologo. 

A proposito di digiuno, Kroemer insiste: “Ci sono tante diverse modalità di digiunare, a partire dal digiuno assoluto di cui parla anche la Bibbia, quello per 40 giorni consecutivi praticato da una persona adulta in buona salute, un digiuno che però non consiglierei. Un’altra modalità è quella di digiunare per un giorno, assumendo solo preparazioni liquide prive di calorie e poi mangiare regolarmente il giorno dopo. E poi riprendere il digiuno il terzo giorno: anche per tutta la vita, teoricamente. Infine c’è una forma molto leggera di digiuno, per esempio non facendo colazione e assumendo soltanto pranzo o cena, o anche solo la cena. Pare che questo migliori la salute metabolica. Noi siamo condizionati dalla cultura e dalla famiglia a consumare tre pasti al giorno all’ora fissa, ma non è assolutamente necessario”.

È una scoperta di rilevanza mondiale che genera un concreto impatto sul miglioramento della vita dei cittadini in termini di invecchiamento in salute", ha spiegato il vicepresidente di Regione Lombardia e assessore alla Ricerca, innovazione, Università, export e internazionalizzazione Fabrizio Sala

Il ricercatore austriaco sarà premiato l'8 novembre al Teatro alla Scala di Milano nel corso della Giornata della Ricerca 2019, dedicata alla memoria di Umberto Veronesi. Un risultato sicuramente importante per le ricadute sul nostro Paese, che già oggi in Europa detiene il record del maggior numero di ultracentenari a pari merito con la Francia.

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