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Alzheimer: una piazza per sentirsi al sicuro, oltre la malattia che cancella i ricordi | VIDEO

Un angolo della memoria e dei ricordi nascerà a Gavirate (Varese) per i malati di Alzheimer. Una terribile malattia che cancella il passato e rovina il presente, come ci ha raccontato Giulio Golia insieme ai protagonisti dell'Alzheimer Fest di Treviso

Un angolo della memoria e dei ricordi in cui i malati di Alzheimer potranno ritrovare frammenti del mondo di una volta e sentirsi rassicurati. Entro la prossima estate a Gavirate, in provincia di Varese, nascerà una piazza dove chi è affetto dalla malattia che cancella i ricordi potrà sentirsi più al sicuro rivivendo un tuffo nel passato. 

In piazza Dante all’esterno della stazione ferroviaria verranno installate una vecchia cabina telefonica, una panchina e una buca delle lettere. "La cabina telefonica sarà simbolica e non è nemmeno detto che ospiterà veramente un telefono. All'interno potremmo collocare per esempio un libro, su cui i malati avranno la possibilità di scrivere i loro pensieri o incollare delle fotografie”, spiega Giuliana Bianchi, assessora ai Servizi sociali, nel Comune di nemmeno 10mila persone alle porte di Varese. “E chiunque abbia ancora o abbia perso una persona cara affetta da Alzheimer sarà libero di entrare nella cabina per dialogare simbolicamente con lei".

Il paese di Gavirate ha ottenuto dalla Federazione Alzheimer Italia il riconoscimento di 'Working to become dementia friendly community'. Una comunità, insomma, amica delle persone affette da demenza: il progetto dell’angolo della memoria e dei ricordi verrà realizzato entro fine agosto, quando in paese inizierà l’Alzheimer Fest.

Noi de Le Iene abbiamo conosciuto da vicino chi soffre questa malattia. Con Giulio Golia siamo stati per due anni consecutivi all’Alzheimer Fest a Treviso. Qui sopra invece vi riproponiamo il primo servizio realizzato all’inizio dell’autunno. Anche qui sono stati ricreati ambienti come una fermata dell'autobus in grado di riportare i malati indietro con gli anni. C'è chi aspetta il bus come da giovane, chi invece riceve le persone nel suo negozio dopo una vita passata dietro a un bancone. Sono piccole azioni che li fanno sentire protetti e quindi sereni. 

Spesso si pensa che hanno a che fare con l’Alzheimer solo i più anziani. Esiste però anche una forma precoce che può colpire persone più giovani (clicca qui per il secondo servizio). Una di queste è Paolo. Ha 47 anni e due figli: “Non sono più la persona di prima. Mi sento sempre spaesato, come in una pagina bianca. Mi fermo e cerco di aggrapparmi da qualche parte, magari si potesse tornare a essere un pochino sveglio”, ci racconta. I riferimenti scompaiono, non ci si ricorda più a che cosa serva un semplice oggetto. E vedere tutto questo negli occhi di una persona consapevole di quello che sta vivendo fa venire la pelle d’oca. 

Attorno a Paolo c’è anche il figlio di 10 anni che ci racconta come gli sta accanto: “Mi sento un po’ triste perché sarebbe bello avere un papà senza questa brutta malattia”. Paolo ci parla della sua casa al primo piano. “In realtà noi abitiamo al piano terra, quella che lui ha in mente è dove viveva prima. Deve essere seguito in tutto anche per fare la doccia: oggi Paolo è il mio terzo bambino perché ha bisogno più degli altri due”, spiega la moglie. “Questa malattia logora chi ce l’ha ma anche chi hai attorno”. 

L’Alzheimer è una malattia con cui è durissima avere a che fare, direttamente o indirettamente. Un paradosso dovuto all’allungamento della vita: una persona su tre dopo gli 85 anni avrà la demenza senile. La malattia, però, non deve far perdere di valore alla vita e sono in molti a lottare perché questo non avvenga.

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