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Assegno unico per le famiglie con figli: arriva davvero? | VIDEO

Filippo Roma e Marco Occhipinti interrogano la politica, dal premier Conte ai leader di maggioranza e opposizione, sulla misura dell’assegno unico di 250 euro per le famiglie italiane che dovrebbe partire nel 2021. A parole sembrano tutti d’accordo, ma il governo dei 10 miliardi che servono per la copertura ne ha finora trovati solo 3 

Filippo Roma e Marco Occhipinti ci parlano della misura dell’assegno unico per le famiglie, di cui si discute in queste settimane in Italia. Un tema centrale, considerando le difficoltà economiche per molti nel crescere i figli e anche l’allarme rilanciato in questi giorni da un libro di Piero Angela (“Perché dobbiamo fare più figli”, disponibile nelle edicole).

Un libro che racconta come di fatto l’Italia sta pian piano scomparendo come popolazione. Uno studio scientifico sostiene che il nostro paese nel prossimo futuro si ridurrà a una popolazione di 28-30 milioni di abitanti mentre paesi come Francia e Regno Unito resteranno sui 60 milioni. Un dato che porta con sé il pericolo del crollo del Pil, con la nostra economia che precipiterà al 25° posto al mondo uscendo dai primi dieci.

In Italia, dove c’è il tasso di natalità più basso in Europa, ogni anno nascono circa 200.000 bambini in meno di quante sono le persone che muoiono. È come se una città italiana di medie dimensioni come per esempio Reggio Emilia ogni anno sparisse nel nulla. “Non avremo i soldi per pagare tutto quello che serve per un paese sovradimensionato rispetto alla capacità produttiva, perché ci saranno molti giovani che studiano, moltissimi anziani e super anziani e in mezzo una popolazione attiva sempre minore”.

Un allarme del quale parliamo con l’ex deputato M5S Alessandro Di Battista, che è già il papà di due bambini e che a proposito di un terzo si concentra sulla questione economica: “Il terzo figlio mi piacerebbe farlo tra qualche mese, però 3 figli iniziano a diventare un costo molto molto eccessivo in un paese che non dà dei servizi come altri paesi europei. Ci sono genitori che lavorano, magari a part-time e tutto quello che guadagnano serve solo a coprire il costo di un asilo nido. Per le mamme che non hanno la fortuna di allattare al seno escono circa 200 euro al mese tra pannolini e anche latte artificiale, che costa troppo. Secondo me li dovrebbe passare gratuitamente lo Stato, sia il latte artificiale che i pannolini. Banalmente non si va più al ristorante fuori, non si va più al cinema con due bambini. Io sto molto attento ai prezzi di ogni cosa, vado al supermercato quando c’è l’offerta, c’ho le tessere di tutti i supermercati. Quindi le rinunce si fanno …”

Un’attenzione ai conti confermata anche da alcune famiglie italiane, che abbiamo intervistato. “Io penso che le famiglie italiane è da 30/40 anni che non sono né tutelate né sostenute”, dice Serena, “in questo periodo di lockdown oltre a fare i genitori, abbiamo fatto i maestri, gli insegnanti, i logopedisti…”. “Noi siamo diventati poveri da quando abbiamo due figli, la scuola, le attività, i libri, il vestire, il mangiare, tutto…”, aggiunge Cristiana. Tutti quegli oggetti che si sognano, telefonino, no, scarpe, magari quel paio in più un po’ più carine, un po’ più alla moda…”. Gianni fa due conti: “La sensazione comunque, bene o male, è che un figlio ti costa circa 500/600 euro al mese e quindi qua parliamo di 3 figli: 1.700, 1.800 euro mensili”. Per Marco “i figli sono un’incognita”: “Sono come si dice qualche volta una potenziale causa di povertà: noi scommettiamo sul futuro e che questa cosa diventi una preoccupazione economica è un controsenso”.

In queste settimane, per la prima volta in tanti anni, governo e parlamento stanno discutendo di un aiuto concreto e significativo alle famiglie che hanno o che vogliono fare dei figli: l’assegno unico. Ne parliamo con Gigi De Palo, presidente del forum delle famiglie: “Abbiamo detto facciamo l’assegno unico, un assegno per fare arrivare a ogni famiglia italiana, a ogni figlio dai 0 ai 21 anni, 250 euro al mese di media per ciascuno. Una misura che teoricamente si deve fare perché è passata alla Camera all’unanimità. Adesso dev’essere votata al Senato e successivamente però vanno trovati i soldi perché purtroppo se nelle leggi che vengono fatte non ci vengono messi i soldi sono carta straccia”.

Ed è proprio così perché se il governo non trova i soldi, anche se il Parlamento approvasse la misura dell’assegno unico, non avremmo risolto proprio nulla. Ma quanti ce ne vogliono? “Dal primo di gennaio 10 miliardi per far partire appunto questo benedetto assegno unico e universale”, spiega ancora De Palo. “Oggi i soldi ci sono perché abbiamo visto che da marzo fino ad agosto sono stati messi i soldi per tutti i decreti con i vari bonus, il bonus baby-sitter, il bonus monopattino, il bonus biciclette, il bonus vacanze, quindi 100 miliardi di euro. Poi a febbraio verranno dati 209 miliardi, il famoso recovery fund, che per altro si chiama next generation, quindi è rivolto alle nuove generazioni. Tutte queste misure sono circa 309 miliardi di euro, non sono gratis, sono sulle teste dei nostri figli che dovranno pagare nel futuro questo debito che noi stiamo facendo per conto loro. Cioè noi a loro lasciamo solamente i debiti, non li mettiamo nelle condizioni di vivere dignitosamente questo periodo? No, cioè, non ci prendiamo in giro: prima non c’erano i soldi e adesso ci sono 309 miliardi… facciamolo subito”.

Ma i politici italiani sono davvero d’accordo con la proposta dell’assegno unico? Lo chiediamo innanzitutto ad Alessandro Di Battista. Che ci dice: “Dare dei denari per ogni figlio che si fa fino a un determinato reddito - dopo no - significa investire nel futuro”. Chiediamo anche a Mara Carfagna, di Forza Italia: “Io penso che l’assegno unico per le famiglie debba arrivare subito già da gennaio, quindi il governo faccia in fretta e trovi i soldi necessari per finanziare questa misura”.  

Il leader della Lega Matteo Salvini risponde così a Filippo Roma: “Siccome le cose hanno bisogno di passione, di amore, ma anche di denaro, mancano quei 10, 11 miliardini che io penso che debbano essere trovati o in legge di bilancio o con i fondi europei”. Alla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni abbiamo da obiettare una cosa: “Onorevole, proprio voi che mettete al centro i valori della famiglia, sulla proposta di legge dell’assegno unico vi siete fatti superare a destra dalla sinistra, è una proposta di Italia Viva e Pd, mannaggia…”.

“Il nostro sistema non regge perché noi avremo una popolazione che continua a invecchiare”, risponde Giorgia Meloni, “sempre più persone in età pensionabile, sempre meno persone che lavorano per mantenerle e quindi crolla tutto oltre al fatto che siamo destinati a scomparire. A parti invertite se la proposta l’avessi fatta io la sinistra non l’avrebbe votata, l’hanno fatta loro io l’ho votata perché quando sono d’accordo con qualcosa ci sto e lo sostengo”.

Perfetto e allora andiamo da Nicola Zingaretti, segretario del Pd che ha avanzato la proposta. Prima ci dice che l’assegno unico si può fare addirittura prima del recovery fund, poi chiede di sentire il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Quando ritorniamo da lui, spiega: “Per fortuna c’è l’impegno dal 2021 di renderlo operativo. Però fate bene, teniamo gli occhi aperti perché poi… bisogna difendere credo questo budget che è circa di 6 miliardi… lavoreremo per trovarne altri …”

Insomma Zingaretti garantisce che la misura sarà di 250 euro per famiglia. E così, rassicurati dalle parole di Zingaretti, andiamo dal ministro per le pari opportunità e famiglia Elena Bonetti: “I 10 miliardi li abbiamo chiesti già nella legge di bilancio, li abbiamo voluti inserire anche nel piano del recovery fund. Vanno usati ora o mai più ma soprattutto vanno usati in umanità, nei bambini, le nuove generazioni…”

Infine andiamo dal premier Conte e, dopo avere atteso diverse ore, sui soldi da trovare per la copertura della misura dei 250 euro dell’assegno unico alle famiglie italiane ci dice: “Dobbiamo assolutamente riuscirci per il 2021, ci stiamo lavorando. Il recovery fund nasce da un programma europeo che si chiama next generation… per le prossime generazioni” e poi conferma che la decorrenza della misura sarà dal 2021.

Ma dopo tutte queste rassicurazioni della nostra politica, arriva la doccia fredda: il governo per l’assegno unico ha trovato solo 3 miliardi invece dei 10 necessari, e neanche da gennaio come chiesto dalle famiglie, ma da luglio!

Gigi De Palo, presidente del Forum delle famiglie, conclude: “Non siamo soddisfatti ma siamo anche molto preoccupati perché secondo non le nostre previsioni ma secondo l’ufficio parlamentare di bilancio servivano 10 e più miliardi di euro. Il nostro appello è a tutti i senatori  e parlamentari affinché si abbia tutte le risorse. O lo facciamo adesso o altrimenti questo paese game over…”..

 

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