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Bottigliate al rivale in amore: condannato a 4 anni | VIDEO

Matteo Viviani ci aveva raccontato dell’aggressione a colpi di una bottiglia rotta da parte di un barista di Mantova, che aveva ferito al collo un suo rivale in amore. Il tribunale lo ha condannato a 4 anni di carcere, derubricando l’accusa da tentato omicidio a lesioni aggravate.

 

Quattro anni e due mesi di reclusione, un risarcimento alla parte lesa di 15mila euro e la revoca della misura cautelare del divieto di avvicinamento.

È quanto hanno deciso i giudici per Marco De Angeli, il barista mantovano che nel luglio del 2018 aggredì a colpi di bottiglia l’ex amico Cristian, 26enne moldavo che in passato aveva avuto una storia con la sua fidanzata. Una vicenda di cui vi abbiamo raccontato nel servizio di Matteo Viviani, che potete rivedere qui sopra.

Il giovane, per il quale il pm aveva chiesto una condanna a sette anni, era finito a processo per tentato omicidio e minaccia aggravata, accuse poi derubricate a lesioni aggravate dall’uso dell’arma (il coccio di bottiglia).

Mentre per l’accusa quell’arma avrebbe potuto infliggere una ferita mortale, per la difesa del barista si sarebbe trattato di una lesione superficiale.

Cristian, 26 anni, di origini moldave, era stato aggredito da un suo ex compagno di scuola, Marco. Una vicenda di antipatie e di gelosie, perché Cristian aveva avuto una breve relazione sentimentale con Eleonora, ex fidanzata di Marco.

“Stavamo bevendo una birra tutti insieme, la bottiglia Marco ce l’aveva già in mano, nella rincorsa l’ha spaccata per terra ed è andato là col collo della bottiglia”, aveva raccontato Eleonora a Matteo Viviani. Tra i due sarebbe scoppiata una rissa, con Cristian che non si accorge di essere stato colpito con la bottiglia rotta finché non vede il sangue. Il ragazzo viene portato da ambulanza e carabinieri in ospedale. Matteo Viviani aveva poi organizzato anche un incontro pacificatore tra i due, che però non aveva sortito alcun effetto.

Secondo la difesa del giovane, il servizio de Le Iene avrebbe suggestionato la Procura, creando un caso mediatico prima ancora dell’apertura di un’indagine. Noi però vi avevamo raccontato del ritardo di 8 mesi con il quale i carabinieri avrebbero proceduto alla denuncia del giovane aggredito. Stando al racconto del giovane ferito, infatti, i militari avrebbero minimizzato l’accaduto, rifiutandosi di raccogliere la sua denuncia contro Marco.

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