>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News |

Bitcoin volano sopra i 20.000 euro. Conviene investirci? | VIDEO

La criptovaluta ha sfondato per la prima volta quota 20mila dollari, arrivando a valere ben 23.200 dollari (e segnando un +210% nel giro di un anno). Con Matteo Viviani abbiamo sentito esperti e imprenditori, per capire vantaggi e rischi di una moneta che viene definita oggi “bene rifugio” al pari dell’oro

In un anno il suo valore è aumentato del 210%. Il bitcoin, la criptovaluta di cui ci ha parlato Matteo Viviani nel servizio che vedete qui sopra, è ormai inarrestabile. L’ultima quotazione la vede sfondare per la prima volta il tetto dei 20mila dollari, arrivando a quota 23.262 (l’equivalente di oltre 19.100 euro). Oggi nel mondo si scambiano bitcoin per un controvalore di oltre 36 miliardi di dollari e la sua capitalizzazione si aggira sui 430 miliardi di dollari: il bitcoin di fatto sta cannibalizzando l’intero mercato delle criptovalute.

Una corsa folle verso l’alto spinta anche dall’annuncio di Paypal, che ha spiegato come dal 2021 gli utenti Usa avrebbero potuto utilizzare i bitcoin per le loro transazioni. E sicuramente deve avere inciso anche l’opinione della banca di investimenti e servizi finanziari Jp Morgan, che ha paragonato la moneta elettronica all’oro, come bene rifugio a lungo termine.

Con Matteo Viviani siamo entrati in una “Mining Farm” di Bitcoin in Bulgaria, un’impresa molto redditizia gestita da un giovane ragazzo italiano. Avevamo anche ascoltato il parere di esperti e imprenditori. “È una criptovaluta digitale, non è stampata, ed è una moneta che viene scambiata all’interno di un sistema indipendentemente da istituti bancari”, ci ha spiegato Stefano Fratepietro, esperto di sicurezza informatica. “Il suo valore è determinato dal mercato: domanda e offerta”. 

Ma per quale motivo sono stati creati i bitcoin? L’obiettivo era quello di avere una moneta “privata, non controllabile da governi, non controllabile da banche centrali”: nessuno, eccetto chi lo possiede, può gestirlo.

Ma proprio qui, secondo il docente di storia dell’economia Luca Fantacci, starebbe una delle falle del bitcoin. “È uno strumento di pagamento inaffidabile proprio per il suo valore variabile. Questo è un problema perché rende l’andamento degli affari completamente incerto. Nel caso delle valute normali, quando c’è una oscillazione del valore significa che c’è un problema, ad esempio l’inflazione. Ma ci sono degli intermediari - come, appunto, le banche - che stanno lì apposta per evitare che si creino queste situazioni. È vero che anche la moneta che utilizziamo si basa sul niente, però ha un’autorità che le emette secondo dei criteri. Il criterio principe è proprio la stabilizzazione del potere d’acquisto di questa moneta, che è la caratteristica principale che una moneta deve avere”.

Ultime News

Vedi tutte
Loading