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Caccia alla volpe, vittoria degli animalisti: stop al piano di controllo | VIDEO

Il Tar della Lombardia ha sospeso in via cautelare il piano di controllo delle volpi in alcune zone della provincia di Lodi. È una prima vittoria per le associazioni animaliste che denunciano anche fenomeni di bracconaggio dietro cui ci sono episodi al limite della tortura come la caccia con i cani

Prima parziale vittoria per le associazioni animaliste contro la caccia alla volpe che dà un giro di vite anche al fenomeno del bracconaggio. Ci siamo occupati di questo fenomeno attraverso l’esperienza di una guardia volontaria, che vi riproponiamo qui sopra nell’intervista esclusiva a Iene.it.  Il Tribunale amministrativo regionale della Lombardia ha sospeso in via cautelare il piano di controllo nella provincia di Lodi accogliendo parzialmente la domanda cautelare di Enpa, Lav, Lac. 

"Nonostante le numerose sentenze della Corte Costituzionale che ha ribadito più volte come soggetti privati, molto spesso cacciatori, non possono essere coinvolti nelle operazioni di controllo faunistico, il mondo politico continua a violare la legge in favore del mondo venatorio, dando la possibilità di imbracciare il fucile praticamente tutto l'anno”, sostengono le associazioni animaliste. 

A seguito della sospensiva, le volpi potranno essere abbattute, ma solo da figure pubbliche. Così viene meno l'interesse del mondo venatorio e dei bracconieri. Il piano avrebbe consentito anche lo sterminio delle volpi di notte, da autoveicoli, con fonti luminose artificiali. Una delle pratiche usate dai bracconieri come ci ha raccontato una guardia venatoria che ci ha parlato anche di quella che avviene con i cani: “La caccia alla volpe è lecita in determinati momenti dell’anno, quella che avviene tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate non lo è affatto. È la modalità più cruenta perché c’è un combattimento tra animali che è vietato dal codice penale”. I cani vengono mandati nei cunicoli sotterranei, la volpe tende a fuggire all’esterno dove ad attenderla ci sono i cacciatori. Solitamente è proprio il cane a portare la volpe fuori dalla tana trascinandola per la coda. Così non ha proprio via di scampo.

“Morire per una fucilata o sbranati da un branco di cani non è la stessa cosa”, spiega la guardia venatoria. “Anche perché vengono aizzati in maniera furibonda verso gli animali”.

Un altro modo di cui ci parla il nostro testimone sono le pastiglie di zolfo che vengono gettate nei cunicoli e creando asfissia fanno fuggire all’esterno la volpe che viene fucilata. Poi ci sono le tagliole, vere e proprie trappole mortali per i cuccioli. Attorno ai 30/40 giorni di vita per loro inizia la fase delle esplorazioni, queste vengono nascoste all’ingresso delle vie di fuga della tana. I cuccioli passandoci sopra le attivano rimanendo bloccati con le zampe.

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