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Perché la Calabria è zona rossa? Ecco la situazione in alcuni ospedali | VIDEO

Nonostante un numero di positivi relativamente basso rispetto a medie più allarmanti, la Calabria è “zona rossa”. La sanità della regione è impreparata ad affrontare la pandemia? Gaetano Pecoraro intervista medici, dirigenti e il consigliere regionale Carlo Guccione per capire cosa è andato storto. Mentre infuria la polemica su vecchio e nuovo commissario alla Salute

“Avessero aperto i posti letto tipo Gioia Tauro e individuato un altro punto nella zona della Locride, la Calabria non sarebbe diventata zona rossa perché avevamo i posti letto. Ma non hanno fatto niente”, dice a Gaetano Pecoraro un medico calabrese Nella regione la rabbia è grande dopo che è diventata “zona rossa” nonostante un numero di contagi da Covid relativamente basso rispetto a medie più allarmanti. Ma perché anche qui è stato deciso un nuovo lockdown?

La regione è stata negli ultimi giorni al centro delle polemiche dopo che il commissario alla sanità calabrese, Saverio Cotticelli, ha ammesso di non aver fatto il piano Covid nonostante toccasse a lui occuparsene. Anche il nuovo commissario Giuseppe Zuccatelli, appena nominato per sostituirlo dopo le sue dimissioni per il caso, è finito nel mirino dopo la diffusione di un video che riporta alcune sue dichiarazioni risalenti a maggio. Una su tutte: “Le mascherine non servono a un c….”.

“La sanità calabrese è impreparata ad affrontare la pandemia”, dice a Gaetano Pecoraro il consigliere regionale Pd Carlo Guccione. E il problema non riguarderebbe solo i posti in terapia intensiva: “Come è possibile tracciare una provincia che ha 750mila abitanti con un solo laboratorio di virologia, che può processare sì e no 300 tamponi al giorno?”. E questo a fronte di qualche migliaia di richieste al giorno: “Noi siamo a mani nude a contrastare il Covid in Calabria”.

“È come se avessero sperato che non succedesse nulla e non hanno fatto assolutamente nulla”, dice Nuccio Azzarà, segretario della Uil di Reggio Calabria. Gaetano Pecoraro intervista anche un medico dell’ospedale di riferimento per i malati di Covid di tutta la provincia di Reggio Calabria. Ci racconta la situazione nella struttura, che la Iena è andata a visitare per capire come stanno le cose.  

Gaetano Pecoraro è andato anche nell’ospedale di Gioia Tauro, che era stato individuato come centro Covid dopo la prima ondata. È stato quasi tutto ristrutturato ma ora invece di essere operativo e alleggerire la pressione sull’ospedale di Reggio, è chiuso.

La Iena va all’ospedale di Reggio, al centro Covid, per capire con i dirigenti l’origine di tutte le criticità che abbiamo visto. Parlando con i medici, sembra che problemi e carenze di questo centro Covid non dipendano dalla loro inefficienza: è vero che i soldi per il potenziamento sanitario sono stati stanziati dal governo, ma la loro versione è che non sono arrivati perché il commissario straordinario nazionale per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, non li avrebbe ancora liberati.

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