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Abbiamo trovato Carlo! Ecco le sue prime parole | VIDEO

Nina Palmieri ci ha raccontato la vicenda di Carlo Gilardi, il 90enne benefattore che sarebbe stato ricoverato contro la sua volontà in una rsa da oltre 20 giorni. Ci avete scritto in decine di migliaia all’email che abbiamo creato per trovarlo e alla fine ci siamo riusciti! Grazie ad alcuni familiari, che si sono messi in contatto telefonicamente con lui, vi raccontiamo le prime parole del generoso benefattore a cui sarebbe stato fatto anche un tso, un trattamento sanitario obbligatorio, da quanto ci hanno raccontato alcuni dipendenti della rsa

L’abbiamo trovato! Con Nina Palmieri torniamo a occuparci di Carlo Gilardi, il 90enne generoso benefattore del lecchese che sarebbe stato ricoverato in una rsa contro la sua volontà, dopo essere stato sottoposto ad amministrazione di sostegno.

Vi avevamo chiesto di aiutarci a trovarlo, perché da quasi un mese, da quando era stato ricoverato, non si avevano più notizie di lui. L’email che vi avevamo fornito per aiutarci a trovarlo, “vogliamonotiziedicarlo” è stata letteralmente presa d’assalto. Tra le oltre 16mila mail arrivate in pochi giorni c’è chi chiede dov’è, chi si preoccupa per la sua salute, chi lo conosce bene e testimonia la sua bellezza d’animo, chi si offre di cercarlo come investigatore privato e c’è perfino chi si candida a diventare sua moglie. E anche chi ci dà concretamente indicazioni su dove l’uomo si trovi in questo momento.

Prima di raccontarvi quello che ha detto ad alcuni suoi familiari che non senza difficoltà sono riusciti a parlare con lui, dobbiamo raccontarvi un’altra cosa. Abbiamo saputo, da quanto ci avrebbero raccontato alcuni dipendenti, che gli sarebbe stato fatto, da quanto ci hanno raccontato alcuni dipendenti della rsa, addirittura un tso, un trattamento sanitario obbligatorio, che di solito è l’ultima spiaggia a cui possono ricorrere le autorità sanitarie per sottoporre persone con gravi patologie psichiatriche alle cure che rifiutano. Patologie psichiatriche che però Carlo Gilardi non avrebbe.

Alcuni operatori della struttura in cui si trova ricoverato Carlo ci raccontano: “Sta bene… è sano come un pesce. È lucido di mente, autosufficiente in tutto, e non prende nessuna terapia farmacologica”

Ci raccontano poi, a ulteriore testimonianza del fatto che sarebbe stato portato nella rsa contro la sua volontà, che Carlo (che è ricoverato nel reparto quarantena Covid) all’inizio per protesta avrebbe fatto anche una sorta di sciopero della fame, rifiutando il cibo e mangiando solo pane e acqua.

Grazie ad alcuni suoi parenti, che dopo avere minacciato di ricorrere all’avvocato riescono a parlare telefonicamente con l’uomo, ci accertiamo delle sue condizioni. Carlo sta bene, ma ribadisce quello che vi avevamo già raccontato nel primo servizio di Nina Palmieri, ovvero la sua contrarietà al ricovero in quella struttura: “Sto benissimo! Spero un giorno o l’altro di poter essere cacciato via ma non mi cacciano via. Sono stato prelevato, messo in ospedale, poi in ospizio... e cosa vuoi farci”.

Poi dà la colpa alla sorella Sandra, che a suo dire avrebbe spinto per l’amministrazione di sostegno: “Come siano andate le cose non lo so esattamente… solo che la colpa prima è di mia sorella Sandra che mi ha messo nelle mani degli avvocati. È lei la colpevole di tutto, gli altri fanno solo il loro dovere” .

Quando i familiari gli chiedono se ritornerebbe volentieri a casa, tra i suoi amati compaesani, Carlo non ha alcun dubbio: “E come no…Io voglio andare a casa ma stanno facendo già per vedere di mandarmi”.

Noi de le Iene non molliamo il colpo perché vogliamo vedere Carlo Gilardi finalmente sereno, in dignità e libertà, nella sua casa e tra i suoi amici. E continueremo ad aggiornarvi su questa vicenda.

 

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