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Cassa integrazione in ritardo: il dramma e la forza di Ciro

Mentre lo Stato è in ritardo con il pagamento della cassa integrazione, ci sono intere famiglie costrette a fare i salti mortali per sopravvivere. Come quella di Ciro, che ha 4 bimbe e moglie a carico: “Sorridiamo lo stesso, ancora riusciamo a mangiare”

”Non mi vergogno a raccontarlo: ho dovuto farmi restituire perfino la quota del torneo di Fantacalcio che facevo con gli amici, 180 euro, per continuare a fare la spesa e far mangiare mia moglie e le mie bambine”.

A parlare a Iene.it è un ragazzo napoletano, che chiameremo Ciro (il nome è di fantasia), un giovane magazziniere in cassa integrazione da oltre due mesi ma che di quella cassa non ha visto finora nemmeno un euro. E che ora si trova in difficoltà economica, dovendo mantenere 4 bambine piccole, dai 2 agli 8 anni, e la moglie senza lavoro.

Ciro è ci racconta la sua storia con grande dignità e con il sorriso: ”Lavoravo come magazziniere in una ditta del Napoletano e a causa del virus e del lockdown ci hanno messi in cassa integrazione. La richiesta è stata presentata quasi subito dal mio datore di lavoro ma è partita ufficialmente solo da un paio di settimane. Tra lavoro e straordinari riuscivo a prendere anche 1.700-1.800 euro al mese ma tutte le spese della famiglia, tra cibo, libri per le ragazze, vestiti, affitto e bollette pesano sulle mie sole spalle”.

In questi due mesi Ciro racconta di aver attinto a quei pochissimi risparmi che era riuscito a mettere da parte: ”Non ci è rimasto più nulla, perché erano già pochi soldi. Ora sono indietro di due mesi con l’affitto, circa 800 euro, e con alcune bollette ma il mio padrone di casa è straordinario, ha compreso la situazione e attende. Io però sono arrivato a chiedere di riavere indietro la quota del torneo di Fantacalcio tra amici per continuare a fare la spesa e pagare la bolletta di internet perché le due bambine più grandi devono fare lezione online. Per fortuna ho anche i miei genitori che ogni tanto ci danno una mano, altrimenti sarebbe impossibile andare avanti. Per il momento posso ancora mettere il piatto a tavola, mi sento fortunato. Ma viviamo una vita congelata, anche l’auto e la moto, con le assicurazioni scadute e non rinnovate, sono ferme, in attesa”.

Ciro non nasconde le difficoltà ma lo fa raccontandole con grandissima dignità: ”Vorrei solo che si muovessero ad analizzare la pratica di cassa integrazione che mi permetterebbe almeno di portare a casa 800-900 euro. Poi si vedrà. Io sono fortunato, perché ho una rete di affetti attorno a me, ma chi non ce l’ha che deve fare? Qualcuno ci aiuti”.

 

 

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