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La Casta esulta: annullato il taglio dei vitalizi | VIDEO

Con Filippo Roma e Marco Occhipinti vi avevamo raccontato del rischio del ritorno della Casta, che chiedeva l'annullamento della legge che tagliava i ricchi vitalizi agli ex senatori. Il Senato ha accolto il ricorso dei 771 ex senatori in rivolta: riavranno vitalizi e arretrati!

La vittoria della Casta? Sembrerebbe così, a giudicare dal clamoroso annullamento della delibera che due anni fa portò al taglio dei vitalizi per gli ex senatori.

Che molti degli ex membri di Palazzo Madama fossero contrari al taglio, ve ne avevamo parlato nel servizio di Filippo Roma che potete rivedere qui sopra in cui vi abbiamo parlato del ricorso presentato da ben 771 ex senatori.

Ora la Commissione Contenziosa del Senato ha accolto quel ricorso annullando di fatto la delibera dell’Ufficio di presidenza di Palazzo Madama che ricalcolava col sistema contributivo l’assegno per gli ex senatori. Ma non è la sola vittoria della Casta dei vitalizi: ora toccherà anche restituire loro tutto ciò che è stato tagliato dall’ottobre 2018, data di avvio della riforma, voluta fortemente dal Movimento 5 Stelle.

E sono proprio i grillini ovviamente i primi a gridare allo scandalo con il capo politico M5S Vito Crimi che su Twitter scrive: "Ci provavano da mesi: lo hanno fatto di notte, di nascosto. Uno schiaffo al Paese che soffre. La casta si tiene il malloppo ma noi non molliamo. Chi dobbiamo ringraziare per questa operazione?"

Il primo a esultare è Maurizio Paniz, ex deputato e avvocato che ha assistito buona parte di quei 771 ex senatori contro il taglio: “La delibera è stata annullata perché ritenuta ingiustificata a fronte della giurisprudenza consolidata della Corte Costituzionale e del diritto dell’Unione europea, in base alla quale di fronte a una situazione consolidata gli interventi di riduzione degli importi devono rispondere a cinque requisiti, nessuno dei quali era stato rispettato dalla delibera”.

Per la commissione è stato sbagliato applicare il principio della retroattività dei tagli e non corretto applicarli a una sola categoria come gli ex parlamentari.

Con Filippo Roma avevamo raccontato il ritorno della Casta e sentito alcuni senatori, tra cui Caliendo, il presidente della commissione che ora ha deciso per l’annullamento dei tagli.

Anche il senatore Renato Schifani aveva provato a mettersi nei panni dei parlamentari “decurtati” del vitalizio: “Vi sono dei colleghi del passato che magari non hanno esercitato l’attività professionale sapendo che poi avrebbero avuto un certo tipo di vitalizio e quindi tornando all’attività professionale avevano lo studio chiuso, mentre i pubblici dipendenti sono rientrati e magari hanno avuto ricostruita la carriera…”.

Prima della riforma, deputati e senatori avevano dei vitalizi che maturavano con delle regole molto vantaggiose rispetto al resto dei pensionati italiani: bastava anche solo un giorno o una settimana da parlamentare per maturare un vitalizio di molto superiore ai contributi versati e a volte percepito già a un’età molto giovane.

Una situazione che aveva creato vicende molto particolari, come quella dell'ex onorevole Giuseppe Gambale, uno dei tanti baby pensionati del parlamento italiano che con soli 14 anni di lavoro alla Camera dei Deputati si è ritirato nel 2006 alla tenera età di 42 anni e da allora ogni mese “si beccava” ben 8.445 euro al mese di vitalizio. O come l'onorevole Pezzana, ex deputato radicale a cui sono bastati soli otto giorni in carica alla Camera per portare a casa un vitalizio di circa 2.200 euro al mese. O come ancora Piero Craveri, anche lui ex radicale, con i suoi 2.159 euro al mese, un vero “recordman” considerato che non ha mai partecipato neanche a una seduta del Senato.

Filippo Roma lo aveva incontrato: ”È un immenso piacere conoscere il recordman in assoluto dei baby pensionati in Parlamento, è un fenomeno lei, con sette…”. Ma lui non la prende benissimo: “Devo prendere un treno! Cristo!”. “Al Senato lei non c’è mai stato giusto?”, gli chiede la Iena. “Al Senato ci sono stato, in biblioteca”, è la sua disarmante risposta. “Non ha mai pensato di rinunciare a 'sta pensioncina?”, chiede ancora Filippo Roma. “No… eh ce l’ho…”

L’annullamento del taglio dei vitalizi, ci aveva spiegato il giornalista Sergio Rizzo, autore con Gian Antonio Stella proprio del libro "La Casta", avrebbe comportato un esborso per le nostre tasche di ben 339 milioni di euro a legislatura! La Casta adesso sicuramente sorride, un po' meno le tasche degli italiani.

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