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“Quel chiosco bar è stato bloccato illegalmente per 5 anni” | VIDEO

Franz Cannizzo rischia 5 anni di carcere per minacce a pubblico ufficiale, ma anche per calunnie e violazione dei segreti d’ufficio. Il funzionario della Confcommecio avrebbe ostacolato per 5 anni l’apertura di un chiosco bar a Catania. Silvio Schembri ci aveva raccontato l’odissea non solo burocratica dei proprietari, Rosario e Ketty

Franz Cannizzo andrà a processo perché avrebbe ostacolato per ben 5 anni l’apertura del chiosco bar di Rosario e Ketty, come ci ha raccontato il nostro Silvio Schembri nel servizio che vedete qui sopra. A deciderlo è stato il gup di Catania Simona Ragazzi che lo ha appena rinviato a giudizio. Il prossimo 3 novembre si terrà la prima udienza. Il chiosco sarebbe rimasto bloccato dal 2013, secondo la Procura, non solo per lungaggini burocratiche ma anche per pressioni da parte del funzionario della Confcommercio di Catania, Cannizzo.

L’uomo rischia fino a 5 anni di carcere, dovrà rispondere di minacce a pubblico ufficiale in concorso, ma anche di calunnia e violazione di segreti d’ufficio in quanto sarebbe “l’esecutore materiale di un disegno criminale”. La vicenda inizia nel 2013: Rosario e Ketty si erano indebitati per aprire il loro chiosco bar. L’attività però non è partita per cinque anni perché era finita al centro di una incredibile disputa legale. Mentre la coppia si trovava sempre più in difficoltà con tre figli da mantenere.

Tutto era partito da un esposto con nome falso che provoca la revoca dell’occupazione del suolo pubblico. Il motivo? Il chiosco sarebbe costruito sugli argini di un canale, dove però si trovano già molti altri edifici. Da quel momento inizia un infinito rimbalzo tra i vari uffici amministrativi della città. Un giorno arriva finalmente l’autorizzazione a lavorare, ma appena 24 ore dopo ecco un altro esposto, sempre con firma di una persona inesistente, che sostiene si tratti di una struttura di cemento (quando invece il baracchino è un semplice prefabbricato appoggiato al terreno). 

Si riparte con tutti i controlli. Quando i due titolari vanno a chiedere spiegazioni, un funzionario pubblico si lascia scappare che avrebbe subìto “pressioni da terzi”. Viene fuori il nome di un certo “Cannizzo”, la Iena lo va a incontrare. Lui all’inizio nega tutto, poi ammette qualcosa, poi nega di nuovo. A questo punto anche i funzionari comunali fanno retromarcia negano tutto, anche gli audio registrati, in cui ammettevano di avere subìto pressioni da Cannizzo.

Dopo 5 anni di lotte finalmente il chiosco di Rosario e Ketty è stato aperto. Ora anche i giudici vogliono vederci chiaro.

dopo il nostro servizio

Il ministro degli Esteri ha sentito in videoconferenza l’ambasciatore italiano a Washington, Armando Varricchio, per fare il punto della situazione. Noi de Le Iene ci stiamo occupando da tempo del caso di Chico Forti. La prossima settimana torneremo a parlarne con un nuovo servizio del nostro Gaston Zama

L'ultima puntata

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