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Cinghiali abbattuti a Roma: ecco perché potevano essere salvati | VIDEO

Nina Palmieri ci racconta l’assurda storia dell’abbattimento di una famiglia di sette cinghiali avvenuto qualche giorno fa a Roma. Politici e attivisti si erano resi disponibili ad accoglierli in strutture dedicate ma il Comune non ha sentito ragioni. Ecco cosa è successo

“È stata un’esecuzione in piena regola, un massacro”. Così Paola, un’attivista per la difesa degli animali, racconta quello che è avvenuto qualche giorno fa a Roma quando una famiglia di sette cinghiali, cuccioli compresi, è stata sterminata perché era arrivata in piena città. Ma era davvero necessario ucciderli?

Nina Palmieri incontra l’attivista che ci dice: “Se i cassonetti strabordano e normale che ci siano i cinghiali, è cibo gratis… lo vengono a cercare perché sanno di trovarlo”.

Quella famiglia di cinghiali, uccisa con una iniezione, era arrivata a Roma qualche giorno prima ed era entrata in un parco giochi per bambini. “Erano in un recinto, da lì non sarebbero potuti uscire né potevano fare del male a nessuno”, continua Paola.

Dopo la convocazione di un tavolo tecnico, si decide che i cinghiali devono essere abbattuti. A quell’incontro c’era anche l’attivista: “Noi abbiamo proposto di prelevarli nel giro di mezz’ora a spese nostre per portarli in un luogo adeguato. Era una storia a lieto fine che si poteva raccontare ai bambini”.

La voce della decisione di abbatterli si sparge e la gente del quartiere, che si era affezionata a quella presenza, comincia ad affluire insieme alle forze dell’ordine. Interviene anche l’onorevole Michela Brambilla, che chiama il presidente della regione Nicola Zingaretti per dirsi disponibile ad andare a prendere quella famiglia di cinghiali.

“Mi ha detto: sono ben contento, sono tuoi”, ci racconta la Brambilla ma il presidente della commissione ambiente del Comune di Roma le avrebbe poi riferito di non riuscire a mettersi in contatto con il responsabile in loco. Dopo poco arriva la polizia provinciale di Roma Capitale, con i fucili con l’anestetico e scoppia la bagarre con la cittadinanza.

“Sono subito caduti a terra, era una dose altissima di anestetico. La cosa più agghiacciante è che un piccolino è corso da mamma cinghiale, la prima a cadere”.

“Poi sono arrivati con il camion della spazzatura”, ci dice un testimone, “li hanno sbattuti dentro come un sacco di patate”.

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