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Coronavirus in Campania: “Isolata nella stanza da oltre 20 giorni in attesa del secondo tampone”

Cristina, una giovane campana, ci racconta la vicenda di sua sorella e della sua famiglia. “Lei vive in casa con noi, ha fatto il primo tampone ma da venti giorni aspetta l’esito del secondo. Io e mio padre possiamo uscire adesso, ma se lei ci avesse infettato?”

Il presidente della Campania Vincenzo De Luca qualche giorno fa ha aperto anche ai laboratori privati la possibilità di fare i tamponi, a patto che garantiscano esiti in 24-48 ore. Una scelta che si spiega col fatto che la Campania è in piena emergenza: ha quasi raggiunto quota 20mila positivi, con oltre 620 nuovi contagi e sei nuovi morti rispetto al giorno precedente.

Una necessità, quella di esiti in tempi rapidi, dato il rischio che i laboratori pubblici non riescano a essere così efficaci a causa della grande mole di casi. Cristina, una giovane campana, ci ha raccontato una vicenda che sembra mostrare proprio questo problema: “Il 26 settembre mia sorella, che abita in casa con me, mia madre e mio padre, viene a sapere che una sua amica è positiva al Covid. Si attiva subito e il giorno dopo riceve il risultato del primo tampone: è positiva anche lei”.

La risposta delle istituzioni sanitarie sarebbe insomma rapida, ma - secondo quanto ci racconta Cristina - da qui qualcosa inizia a non tornare. Cristina avverte tutti i familiari a partire dai suoi nonni, che sono molto anziani: “In casa abbiamo fatto il tampone e siamo risultati tutti negativi tranne mia mamma, che a causa di un inizio di polmonite viene subito ricoverata in ospedale. La cosa incredibile è la situazione che mia sorella sta vivendo da oltre 20 giorni. Il 4 ottobre ha fatto il secondo tampone di controllo ma da quel momento nessuno si è fatto più sentire con lei. Mia sorella vive isolata nella sua stanza, al piano di sotto di casa nostra e nessuno le comunica l’esito del secondo tampone”.

Cristina si lamenta anche del trattamento che avrebbero ricevuto i suoi nonni: “Il 28 settembre, dopo la positività di mia sorella, il medico curante si era attivato per avviare l’iter di verifica dei miei nonni, ma da allora non hanno mai saputo più nulla. Non hanno fatto neanche il primo tampone e ieri hanno terminato la loro quarantena: possono davvero uscire? Stanno realmente bene? Un'altra mia nonna ha fatto il tampone il 2 ottobre e ha avuto l’esito stamattina, dopo 12 giorni”.

Non è chiaro se il nuovo DPCM, che sarà operativo almeno fino al 13 novembre 2020 e che stabilisce nuove regole su quarantena e tamponi, possa essere applicabile anche al caso della sorella di Cristina, che resta confinata nella sua stanza e la cui vicenda continueremo a seguire. 

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