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Coronavirus, coprifuoco locale dalle 21 ma sparisce la parola “sindaci” nel dpcm. Chi lo farà?

Il premier è intervenuto dopo l’approvazione del nuovo Dpcm, che stabilisce la chiusura alle 24 per i ristoranti e il differimento dell’ingresso a scuola per gli studenti delle scuole superiori, anche per alleviare la pressione sui mezzi pubblici. “Non possiamo perdere tempo, dobbiamo prendere azioni immediate per scongiurare un nuovo lockdown”, ha detto Conte. Giallo sul coprifuoco locale: nella notte sparisce la parola "sindaci" dal testo, chi deciderà?

 

Non possiamo perdere tempo, dobbiamo prendere azioni immediate per scongiurare un nuovo lockdown”. È tornato a parlare il premier Giuseppe Conte, per annunciare le nuove strette contenute nel Dpcm del governo. Ieri sera ha annunciato che le zone a rischio assembramento potranno essere soggette a coprifuoco a discrezione dei sindaci. “Nel testo definitivo è stato tolto il riferimento esplicito ai Sindaci che c’era nella bozza, citato da Conte in conferenza stampa. Ma non si dice a chi competerebbero quelle misure: se ai Sindaci, ai Prefetti, ai Presidenti di Regione. Né con quali mezzi si possano attuare”, scrive il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori. Nel testo finale del Dpcm è scomparsa infatti la parola sindaci per le restrizioni anti-movida in piazze e strade: adesso sembra che la decisione potrà essere presa sia dai sindaci che dai prefetti che dalle Regioni a seconda della situazione, ma non c'è ancora certezza al riguardo.

Le attività di ristorazioni sono consentite dalle 5 del mattino a mezzanotte se il consumo avviene ai tavoli. La somministrazione non ai tavoli è permessa fino alle 18. Nei ristoranti si potrà stare al massimo in 6 al tavolo, e tutti dovranno affiggere fuori il numero massimo di posti disponibili. Le sale gioco dovranno chiudere alle 21.

Le scuole restano aperte, ma gli studenti delle superiori entreranno a scuola dalle 9 favorendo “la massima flessibilità” negli orari, anche per diminuire la pressione sui mezzi pubblici negli orari di punta.

Nelle amministrazioni pubbliche la quota di lavoratori in smart working salità, anche se non c'è ancora il decreto. Per i privati ci sarà l’invito a potenziare sempre di più il telelavoro. Gli sport di contatto vengono vietati, non solo a livello amatoriale ma anche per le associazioni e società dilettantistiche. Parrucchieri ed estetisti potranno rimanere aperti, così come le palestre: ma la decisione finale è rinvita alla prossima settimana. "Sappiamo che stiamo imponendo sacrifici economici ad alcune attività, faremo il possibile per ristorarli", ha aggiunto Conte: "La situazione è critica, ognuno deve fare la propria parte".

La decisione è nata a seguito dell’improvvisa esplosione di casi di coronavirus negli ultimi giorni. Solo ieri si sono registrati 11.705 nuovi casi, un record dall’inizio della pandemia. I morti sono stati 69. Attualmente i positivi sono 126.237. I ricoverati in ospedale sono 7.131, i malati in terapia intensiva 750. E sono proprio questi ultimi numeri a preoccupare di più il governo, che per evitare il futuro collasso del sistema ospedaliero sta intervenendo nel tentativo di contenere il contagio.

La situazione degli ospedali sta infatti degenerando rapidamente, tanto che oggi il direttore dell’Ats di Milano ha lanciato l’allarme: “La situazione è critica in Lombardia, ma in particolare a Milano: occorre l’aiuto di tutti i cittadini per fermare la corsa del virus. Quello che più preoccupa è che nelle prossime ore il numero dei soggetti positivi possa ulteriormente incrementare e mettere sempre più sotto pressione gli ospedali”.

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