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Coronavirus, la Costa Mediterranea e la paura del contagio: “Vogliamo solo tornare a casa sani e salvi”

La nave ha imbarcato alle Mauritius passeggeri da molti Paesi coinvolti dalla pandemia di coronavirus e sta per partire verso Venezia. “Ci sono solo due medici e un ventilatore. Se si ammala qualcuno cosa facciamo?”, ci racconta un membro dell’equipaggio. “La compagnia ha adottato rigidi controlli sanitari all'imbarco sin dall'inizio dell'emergenza, sono previsti protocolli per questi casi”, replica Costa crociere

Immaginate per un momento di trovarvi in mezzo al mare su una nave da crociera, insieme a centinaia di persone, senza poter toccare terra per giorni. Ora aggiungete a questo quadro - quello di un normale viaggio in nave - il rischio di avere un malato di coronavirus a fianco a voi. E che non ci siano attrezzature e personale sufficienti a curare quelli che potrebbero aver bisogno di terapie intensive. 

È questo l’incubo di diversi membri dell’equipaggio della Costa Mediterranea, la nave da crociera che domani dovrebbe partire alla volta di Venezia dalle isole Mauritius. Un eventuale rischio che ha gettato nel panico i membri dell’equipaggio: “Vogliamo solo tornare a casa sicuri”. A parlare con Iene.it è proprio uno dei membri dell’equipaggio, che per ovvie ragioni teniamo nell’anonimato. La vicenda è questa: ieri fa la compagnia Costa Crociere ha deciso lo stop a tutte le sue attività fino al 3 aprile, per cercare di contrastare la diffusione del coronavirus anche tra i suoi equipaggi e passeggeri. Sono però escluse le crociere attualmente in corso, che termineranno il loro itinerario per consentire agli ospiti di sbarcare e tornare a casa. 

La nave Costa Mediterranea, che è ferma in porto alle Mauritius, sta imbarcando passeggeri: “Questa mattina abbiamo scoperto che era previsto l’imbarco di passeggeri provenienti da tutte la parti del mondo”, ci racconta una nostra fonte a bordo. E tra questi Paesi ce ne sono molti duramente colpiti dal coronavirus: la Francia, la Germania, la Spagna e tanti altri. “Costa crociere ha deciso di far imbarcare gli ospiti arrivati a Port Louis venerdì 13 marzo per garantire il loro rientro sicuro a casa”, spiega però la compagnia. “Nel caso poi rimanessero bloccati in Italia per gli stop ai voli, la compagnia si prenderà massima cura di loro”.

“Ai passeggeri è stata solo controllata la temperatura al momento dell’imbarco”, ci spiega la nostra fonte a bordo. “Sulla nave ci sono solo 2 dottori e 3 infermieri, con una singola macchina per la ventilazione”. Cosa potrebbe succedere dunque se anche uno solo degli 870 passeggeri avesse contratto il coronavirus ma fosse ancora asintomatico? A questo la compagnia risponde così: “La salute e la sicurezza di ospiti ed equipaggio sono la priorità assoluta per Costa Crociere. A bordo delle navi Costa, il livello di sanificazione è stato rafforzato per garantire la massima igiene e sicurezza. Costa Crociere desidera inoltre ricordare che la compagnia ha adottato rigidi controlli sanitari all'imbarco sin dall'inizio dell'emergenza Covid-19. In aggiunta, Costa Crociere ha deciso di implementare uno specifico protocollo sanitario sulla crociera in corso di Costa Mediterranea per ridurre ulteriormente gli eventuali rischi”.

All’eventuale pericolo di un contagio a bordo, se ne aggiungerebbe anche un altro: “La destinazione finale è Venezia, in teoria è previsto scalo in vari Paesi ma nessuno ha dato l’autorizzazione” vista la pandemia globale, racconta la nostra fonte. Se quindi ci fosse un contagio a bordo “non abbiamo possibilità di sbarco per ragioni mediche, forse solo con elisocorrorso”. Il rischio sarebbe dunque quella di dover fare una lunghissima traversata dalle Mauritius direttamente a Venezia, molti giorni in mezzo al mare con pochissime o nessuna possibilità di essere soccorsi. 

A questo Costa replica così: “Nel caso di un passeggero positivo, c’è un protocollo previsto dall’Oms: isolamento della persona e dei contatti prossimi, e segnalazione della situazione alla prima autorità dove la nave può attraccare per sbarcare il passeggero”.

La situazione è preoccupante per lo staff a bordo, e ad alcuni sembra richiamare alla mente l'incubo della Diamond Princess: la nave da crociera era rimasta bloccata per oltre due settimane al largo delle coste giapponesi con 3.700 passeggeri tra cui 600 contagiati e due morti. “La compagnia sta facendo di tutto e continuerà a fare di tutto per evitare che questo avvenga”, risponde Costa.

“I membri dell’equipaggio sono in ansia, e così anche le nostre famiglie”, racconta però la nostra fonte. Un’ansia che abbiamo avuto modo di constatare in prima persona, parlando con la madre di un membro dell’equipaggio. “I nostri figli sono morti di paura, non hanno mascherine, non hanno guanti, non hanno nulla”, ci racconta. “Cosa possiamo fare? Stiamo cercando aiuto ovunque. Abbiamo parlato anche con la Farnesina, hanno detto che si sarebbero interessati. La nave però non deve partire, bisogna fermarla vi prego”. 

Il clima sulla nave insomma è teso, tanto che “tutto il personale delle Mauritius si è licenziato ed è andato a casa”, ci racconta ancora la nostra fonte a bordo. Provate a immaginare quanto sia forte la paura a bordo in questo momento. “Abbiamo chiesto un confronto con il comandante che però ha negato di essere responsabile della decisione” di partire, ci spiega la nostra fonte. “Abbiamo fatto una riunione ma senza risultati. L’azienda si nasconde dietro il fatto che i passeggeri imbarcati debbano finire il viaggio e tornare a casa”. 

La partenza è prevista per domani, l’arrivo a Venezia il 10 aprile. Vi abbiamo raccontato qui quali sono le paure del personale a bordo e la posizione della compagnia. Noi speriamo che tutto possa svolgersi per il meglio, e vi terremo aggiornati.

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