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Coronavirus, quanto costano davvero le mascherine e perché i prezzi sono saliti

Da tutta Italia ci avete mandato foto di scontrini di acquisto di mascherine contro il coronavirus, pagate anche 60 euro l’una. C’è una ragione però se il prezzo è salito: lo abbiamo chiesto a un operatore che conosce il mercato e ci racconta cosa sia successo

La richiesta è altissima e la disponibilità limitata: ecco perché i costi delle mascherine sono saliti”. A spiegare a Iene.it cosa sia successo davvero al prezzo delle mascherine ai tempi del coronavirus è Samuele Falcone, consulente di marketing che ha contratti di lavoro con gestori cinesi di e-commerce e che questo mercato lo conosce molto bene.

Tutti sappiamo che da qualche settimana in Italia è molto difficile trovare le mascherine: molte farmacie le hanno esaurite, e in alcuni casi c’è chi le ha comprate a prezzi molto alti. Abbiamo ricevuto tantissime segnalazioni di mascherine vendute a prezzi maggiorati, e noi cerchiamo di spiegarvi perché tutto questo è accaduto.

Partiamo però dalle vostre segnalazioni:

In una farmacia del centro di Milano 4 mascherine FFP3 sono state vendute a 240 euro

E sempre nella stessa farmacia, il giorno prima, 2 mascherine FFP3 comprate a 120 euro 

Nel video che potete vedere qui sopra invece si vede un uomo mentre chiede il prezzo delle mascherine in una farmacia di un centro commerciale del milanese. “Vendono mascherine FFP2, quelle con filtro, a 26 euro l’una. Poi mi hanno offerto lo stesso modello ma senza filtro, del tutto simili a quelle che si vendono in ferramenta per fare lavori di bricolage, a 22 euro. Ho chiamato la Guardia di finanza e ho fatto la segnalazione: mi hanno ringraziato ma non so poi cosa sia successo”.

E ancora il caso di una donna di Latina, che ci ha scritto: ”Ho comprato due FFP2: il prezzo iniziale era di 20 euro l’una, mi ha anche fatto lo sconto e alla fine le ho pagate 32 euro in totale. E dire che lui non le avrà acquistate a un prezzo superiore ai 3,9 euro. La giustificazione è stata che il fornitore ha aumentato il prezzo. Non dovrebbe essere multato anche lui?”. 

È importante intanto segnalare che nei casi dei due scontrini da 120 e 240 euro,  il farmacista si sarebbe limitato ad applicare un margine nei termini di legge, entro il 60%, perché il prodotto gli era già stato fornito ad un costo molto elevato. Lo ha confermato lo stesso Comandante dei Nas dei carabinieri di Milano, Salvatore Pignatelli, che ha calcolato un ricarico del 40%, sottolineando come il prezzo d’acquisto da parte della farmacia milanese fosse già molto alto. 

Come funziona allora la filiera d’acquisto delle mascherine? Ce lo spiega ancora Samuele Falcone: “I prezzi a cui si possono acquistare variano a seconda che le mascherine vengano importate da un distributore, quindi da almeno un milione di pezzi in su, o da un semplice rivenditore e quindi anche solo qualche centinaio di unità”. E poi ci dà i prezzi medi: “L’introvabile FFP3, se fatta arrivare in Italia in grandi quantità, può costare all’importatore da 1,3 a 2,9-3 euro. Le FFP2, o anche le N95, una certificazione americana del tutto simile, vengono importate a prezzi dai 2 euro ai 2,5. Di mascherine chirurgiche invece ce ne sono di due tipi: quella suggerita per uso civile si trova anche a 0,20-0,30 euro mentre quelle per uso sanitario, sempre a seconda delle quantità ordinate, possono essere pagate dall’importatore tra i 35 e i 50 centesimi di euro. Questi sono i prezzi dei miei contatti in Cina”. 

Prezzi maggiorati di poco in Cina, spiega ancora Falcone, rispetto a prima della pandemia da coronavirus: “Le chirurgiche per operatori sanitari costavano 0,20 euro, le FFP2 0,96 e le FFP3 1,3”. Ma cosa è successo allora? Perché le mascherine arrivano a costare di più? 

Spiega ancora Samuele Falcone: “Funziona così. Prendiamo ad esempio una FFP3. Chi la importa lo fa a 1,3 euro e vuole farci un margine del 10% e così la venderà al rivenditore locale a 1,43. Questi a sua volta, che rifornisce ad esempio le farmacie, l'acquista a 1,43 e aggiunge un suo margine del 20%: quindi la venderà alla farmacia a 1,71 euro. La farmacia infine applica il suo margine, ad esempio il 25%, al quale dovrà aggiungere l’Iva, che verrà pagata dal consumatore finale. E così potrà vendere a 2,13 euro più il 22% di Iva. Normalmente quindi il consumatore finale acquisterebbe la mascherina a 2,59 euro. È successo però che a qualsiasi livello di questa catena di distribuzione è stato aumentato il prezzo di vendita, in modo esponenziale. La richiesta era altissima e la disponibilità limitata: e così a partire dal produttore il prezzo del bene è stato alzato, fino ad arrivare ai prezzi davvero importanti pagati dal consumatore finale, al dettaglio”.

Alcune speculazioni comunque potrebbero non essere mancate, tanto che la Procura di Milano ha aperto nei giorni scorsi un fascicolo ipotizzando, a carico di ignoti, il reato di "manovre speculative". Un’ipotesi di reato che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa da 516 a 25.822 euro. Intanto il Codacons, sul proprio sito, ha messo a disposizione dei consumatori romani un numero di telefono per ottenere informazioni sulle farmacie della Capitale che vendono mascherine e gel disinfettanti al corretto prezzo di mercato.

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