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Coronavirus, discoteche chiuse e mascherina dalle 18. E la riapertura delle scuole? Ecco i dati

Il governo ha deciso di imporre la chiusura delle discoteche dopo l’aumento dei casi, soprattutto tra i giovani. E dalle 18 mascherina obbligatoria nelle zone dove si possono creare assembramenti. A settembre dovrebbero ripartire le scuole, ma guardando i dati c’è già chi lancia l’allarme: se i contagi continuano a correre, si potrà davvero tornare tra i banchi?

Riaprire le scuole a ogni costo”. Il presidente del comitato tecnico scientifico, l’organo che supporta il governo nelle decisioni per contenere il coronavirus, è stato chiaro: per il professor Locatelli a settembre si tornerà tra i banchi di scuola. Ma la situazione rischia di diventare rapidamente meno chiara.

Il governo ieri ha disposto la chiusura immediata per le discoteche e le sale da ballo, oltre a imporre l’obbligo di indossare la mascherina dalle 18 alle 6 del mattino nelle zone dove non sia possibile rispettare il distanziamento sociale. Il motivo? La pandemia è tornata a correre anche nel nostro Paese: in poco più di una settimana i nuovi casi giornalieri sono passati da 200 a oltre 600. Il numero degli ospedalizzati per Covid, dopo una ripida discesa e una calma piatta, è tornato (pur timidamente) a salire. L’età media dei malati si sta inoltre abbassando. Secondo l’Istituto superiore di Sanità i nuovi contagiati hanno spesso meno di 40 anni

E quindi a molti è sorto il dubbio: sarà davvero possibile riaprire le scuole in sicurezza tra meno di un mese? Per il professor Locatelli, intervistato dal Corriere della sera, non ci sono dubbi: bisogna tornare tra i banchi a ogni costo. Eppure a guardare i dati sembra che qualche dubbio possa esserci. 

In 7 regioni su 20 l’indice Rt è tornato superiore a 1: questo significa che lì la pandemia sta di nuovo crescendo a un ritmo esponenziale. E parliamo di regioni popolose: Veneto, Liguria, Campania, Emilia Romagna, Sicilia, Lazio e Trentino Alto Adige. Circa 28 milioni di italiani che vivono in zone dove il coronavirus è tornato a correre, quasi la metà della popolazione totale. 

Inoltre, come mostra l’elaborazione grafica dei dati realizzata dalla Johns Hopkins University, l’andamento della pandemia è tornato a essere crescente in tutto il Paese.

Infine, è importante ricordare che i nuovi contagi registrati durante le feste di Ferragosto non sono ancora registrati tra i numeri, e si vedranno solamente tra una decina di giorni. Le nuove chiusure imposte dal governo, insomma, avranno effetto solo tra un paio di settimane.

Insomma, la pandemia è senza dubbio di nuovo in accelerazione. Ma questo come impatta sulla scuola? A spiegarlo è stato pochi giorni fa Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità: il rischio è di "arrivare a ridosso della riapertura delle scuole con un numero di casi che la renderebbero pericolosissima. Perché è matematico che la curva col ritorno in aula salirebbe ancora”. Tradotto: se i casi continuano a salire, potrebbe essere troppo rischioso tornare a sedersi sui banchi di scuola. “O azioniamo il freno o andiamo a sbattere”: chiudere le discoteche e imporre la mascherina in orario aperitivo sarà davvero sufficiente?

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