>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News |

Un'escort: “Basta diffondere il coronavirus, usiamo le webcam!”

Un’escort italo-brasiliana ci scrive per parlarci dei contagi nel mondo della prostituzione: “Troppe donne e transessuali continuano a svolgere la loro attività a casa”. Un cliente: “Ditemi come si fa ad avere un rapporto sessuale a più di un metro di distanza!"

Sono una escort italo brasiliana e sono indignata perché la prostituzione sta contribuendo a diffondere il coronavirus”. M. ci scrive molto preoccupata per i contagi nel mondo della prostituzione, che non si è fermato nemmeno di fronte alla pandemia: “I siti che organizzano il mercato restano aperti per fare soldi, i clienti non riescono ad aprire gli occhi di fronte alla situazione terrificante che viviamo tutti e le escort, pur conoscendo bene i pericoli, aprono la loro casa spesso per pochi spiccioli”.

Non tutti trasgrediscono i divieti del distanziamento sociale, obbligatori pure nel sesso tra sconosciuti, racconta M.: “C’è chi ha smesso di ricevere personalmente i clienti e ha iniziato a fare spettacoli via webcam. Ho scelto questa professione. Ma lascio qui il mio disgusto e disagio contro troppe persone senza etica e buon senso.  Chiedo alle autorità di prestare maggiore attenzione a questo, perché sembra che il buon senso della cittadinanza in questo settore manchi!”.

L’indignazione e il problema di M. sono confermati da un’altra segnalazione che ci è arrivata via email. Questa volta a scrivere è un cliente: “Il mercato delle escort non si ferma. Un sito per esempio ne offre 150 escort attive solo su Milano. Di norma sono più di 250. Questo è già un dato positivo, perché vuol dire che molte hanno sospeso l'attività. Ma sono ancora tante!”.

Facendo un giro su quel sito si scopre che sono scese a 80, circa la metà di quelle segnalate quattro giorni fa. Sembra che almeno altre prostitute si rendano conto dei rischi. Anche il nostro segnalatore denuncia i pericoli del sesso con le prostitute al tempo del coronavirus: “Ditemi come si fa ad avere un rapporto sessuale a più di un metro di distanza!”.

esclusiva web

Lo studio della Società italiana di medicina ambientale sul collegamento tra inquinamento e coronavirus, di cui noi vi abbiamo parlato già a marzo, è stato pubblicato sul British Medical Journal confermando le evidenze iniziali: le polveri sottili presenti nell’aria hanno “aperto un’autostrada al coronavirus”. Per prevenire una seconda ondata bisognerebbe usare la “mascherina anche all’esterno dove non fossero assicurate distanze di almeno 6-8 metri”

Questo sito utilizza cookie tecnici, di profilazione e di marketing, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie CLICCA QUI.
Continuando la navigazione acconsenti all'utilizzo dei cookie.