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Coronavirus, Spagna e Stati Uniti potrebbero superare l'Italia per numero di contagi

L’Italia resta il secondo Paese al mondo per numero di casi e il primo per numero di morti: i nuovi contagi però da tre giorni stanno frenando, mentre in quasi tutto il mondo accelerano. Spagna e gli Stati Uniti hanno dei ritmi di crescita più alti dei nostri

In Italia il contagio da coronavirus inizia a rallentare: per il terzo giorno consecutivo i nuovi casi di Covid-19 sono in diminuzione, e come vi avevamo anticipato la curva del contagio inizia ad appiattirsi. Un risultato ottenuto con grandi sacrifici da parte di tutti, e che ha cominciato a mostrarsi dopo quasi due settimane di quarantena in tutto il Paese. C’è però chi se la passa ancora peggio di noi nel mondo: se infatti in Italia il coronavirus ha colpito prima che nel resto dell’occidente, adesso sono anche altri gli stati che stanno affrontando la pandemia. E dove addirittura il contagio corre più veloce che da noi.

Partiamo però dai dati mondiali, che vengono aggiornati ogni giorno dall'americana Johns Hopkins University: i contagiati dal nuovo coronavirus sono 407.458. I morti sono 18.963 e i guariti 109.191. Numeri importanti, a cui se ne aggiunge un altro di sicuro impatto: oltre 2,5 miliardi i persone vive in questo momento sottoposte a misure restrittive per contenere il contagio. Non è mai successo nella storia dell’umanità che un terzo del pianeta fosse costretto a casa dalle autorità per evitare una pandemia.

L’Italia, purtroppo, è in cima ad alcune di queste classifiche: siamo il secondo Paese per contagi con 69.176 casi, dietro solo alla Cina con 81.591. Siamo però in testa per numero di morti: 6.820, oltre un terzo di tutti i decessi globali per il coronavirus. 

Siamo dunque il Paese dell’occidente in cui il Covid-19 ha colpito in modo più duro? Apparentemente sì, ma a ben leggere i dati in realtà le cose potrebbero essere leggermente diverse. Già, perché è importante specificare una cosa: da noi la pandemia ha colpito prima che nel resto d’Europa e nell’occidente. Siamo dunque in una fase più avanzata del contagio e i nostri numeri assoluti inevitabilmente ne risentono. Se però analizziamo i dati partendo dal momento della diffusione del coronavirus nei singoli Paesi, le cose cambiano: non è da noi che il Covid-19 corre più veloce.

Ancora una volta ci vengono in aiuto i dati della Johns Hopkins elaborati da Il Sole 24 Ore e da El Pais. Il 24 marzo l’Italia era al 31° giorno dall'inizio della diffusione della pandemia sul territorio nazione (calcolata dal momento in cui si è registrato il centesimo caso). La Francia ieri era al 25°, Germania e in Spagna al 24°, gli Stati Uniti al 23°, e il Regno Unito al 21°. Cosa succede se paragoniamo i numeri basandoci sulla data di inizio dei contagi? A parità di giorni siamo "solo" terzi per numero di malati in Europa. Al 21° giorno l’Italia aveva 21.157 casi confermati, la Germania 22.213, la Spagna 28.768. Allargando lo sguardo fuori dal Vecchio continente, gli Stati Uniti ne avevano addirittura 41.047. Meglio di noi se la stanno cavando in Francia, con 12.616 casi, e il Regno Unito con 8.163.

Gli Stati Uniti hanno 55.225 casi registrati al 24 marzo, con un tasso di crescita attuale molto superiore a quello dell’Italia: se le cose restassero invariate, e pur nella difficoltà di fare previsioni in un simile contesto, è possibile che entro pochi giorni superino il nostro numero di casi totali. Ovviamente è importante fare una precisazione: con una popolazione cinque volte più numerosa della nostra il confronto sui numeri assoluti del contagio non è particolarmente rappresentativo della realtà. Sarà più semplice confrontare le percentuali di contagiati sulla popolazione quando sia la curva di contagio italiana sia quella americana si saranno appiattite. 

Molto più semplice è invece confrontare il dato degli altri paesi europei, perché piuttosto simili all’Italia per popolazione e sistema sanitario. La Spagna ha 47.610 casi confermati al 25 marzo, il 24° giorno per loro a partire dal caso numero 100. Alla stessa data l’Italia era a 31.506. Il ritmo attuale di crescita dei casi in Spagna è intorno al 20% contro il nostro 8: anche in questo caso, ammettendo che nei prossimi giorni il ritmo si mantenga invariato nei due stati, è probabile che Madrid registri numeri assoluti più alti di noi pur avendo quasi 15 milioni di abitanti in meno.

E lo stesso vale per il numero dei morti: al 24° giorno in Spagna sono 3.434, in Italia erano 2.503. Anche in questo caso il tasso di crescita è più rapido del nostro e c’è il concreto rischio che la Spagna conosca un numero altissimo di vittime prima che la loro curva del contagio inizi ad appiattirsi. 

Ancora diverso è il discorso per la Germania, che al 24° giorno dall’inizio del contagio registra 31.991 casi di coronavirus contro i 31.506 dell’Italia. Insomma, praticamente gli stessi. A impressionare è però il diverso numero di morti. Sono 171 in Germania, da noi erano 2.503. Non si sa ancora quali siano le cause di una disparità così evidente nel tasso di letalità del coronavirus tra i due Paesi, di cui vi abbiamo parlato qui. Quello che invece è certo è che purtroppo ancora per un po’ queste cifre sono destinate a salire.

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