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Coronavirus a La Spezia: dopo 11 giorni le misure restrittive funzionano? | I DATI

Sette giorni fa vi abbiamo parlato delle misure di contenimento imposte a La Spezia per arginare il più grande e preoccupante focolaio d’Italia: oggi possiamo dire che le restrizioni stanno mostrando di funzionare, dal numero di ricoverati in terapia intensiva al rapporto tra i malati della provincia e quelli della Regione

Cosa ne è stato di La Spezia, il più grande focolaio d’Italia e laboratorio a livello nazionale per capire l’efficacia del contenimento delle restrizioni imposte su base locale? La scorsa settimana vi abbiamo raccontato come le scuole della provincia non avessero riaperto insieme al resto della regione, di come fosse stato imposto un mini lockdown ad alcune parti della città e di come l’evoluzione del contagio fosse strettamente monitorata dalle autorità sanitarie per capire l’efficacia di queste restrizioni. 

Se allora era troppo presto per trarre conclusioni, oggi è possibile analizzare con più sicurezza i dati che arrivano da La Spezia: dopo 11 giorni di restrizioni, qualche effetto positivo si comincia a intravedere. Partiamo però dai numeri crudi: oggi nell’Asl 5 della Liguria, che corrisponde quasi interamente alla provincia di La Spezia, i nuovi casi sono stati 59. I ricoverati negli ospedali della zona sono 85, di cui 8 in terapia intensiva.

Partiamo quindi da un dato assodato: i numeri restano altissimi, soprattutto in rapporto alla popolazione. Il 36,4% dei malati della Regione si concentra a La Spezia, che però conta solo il 14% degli abitanti della Liguria. E lo stesso discorso si applica ai ricoveri: su 165 ospedalizzati in Regione, il 51,5% sono nell’Asl 5. Inoltre il numero di attualmente positivi ha doppiato quello del momento peggiore della prima ondata: 1.049 casi contro i 500 del periodo di lockdown.

Eppure c’è una ragione per guardare con ottimismo al futuro di La Spezia, e con soddisfazione all’efficacia delle misure di contenimento che sono state applicate. Una settimana fa, infatti, la percentuale dei malati di La Spezia rispetto a quella regionale era il 34%: oggi è il 36,4%, a dimostrare che la crescita dei nuovi casi sta procedendo più o meno in linea con quella del resto della Regione.

E la situazione è ancora migliore guardando ai dati degli ospedalizzati: se oggi gli ospedalizzati di La Spezia sono il 51,5% di quelli della Regione, una settimana fa erano il 56%. Le terapie intensive dell’Asl 5 oggi sono il 47% di quelli della Liguria, mentre sette giorni fa erano il 66%. E in una settimana, il numero assoluto è rimasto lo stesso: otto persone. Anche se su questo dato purtroppo pesano i decessi registrati negli ultimi sette giorni.

Ovviamente comunque il fatto che le percentuali si stiano abbassando è legato anche al peggioramento generalizzato dei dati in tutto il Paese, ma mostra anche come le misure imposte stiano contribuendo a tenere sotto controllo la curva pandemica nella provincia.

A contribuire a questo, anche la decisione del comune di mettere a disposizione il tampone a tutti i cittadini che lo desideravano, e l’individuazione di alcune strutture dove i positivi potessero trascorrere il periodo di malattia così da non rischiare di contagiare gli altri membri del nucleo familiare.

Insomma c’è ragione per guardare con cauto ottimismo a come si sta sviluppando la situazione a La Spezia. Sul passato invece, fondamentale per capire come sia stato possibile arrivare a questa situazione, continuano ad aleggiare parecchi dubbi. Il sindaco della città Pierluigi Perrachini ha negato con forza che la causa dei contagi sia stata la festa per la storica promozione in serie A dello Spezia: “E’ stata solo una strumentalizzazione, non hanno influito sulla diffusione del virus”, ha detto il primo cittadino. La festa è avvenuta il 20 agosto e il 4 settembre è iniziata l’esplosione dei casi.

Altra grande indiziata per l’aumento dei casi è una festa di Ferragosto della comunità dominicana a Marina di Carrara, comune toscano al confine con la Liguria, cui avrebbero preso parte anche persone residenti a La Spezia che lì si sarebbero ammalate portando il contagio in zona. Una festa che però non c’è certezza che sia davvero avvenuta, o almeno alcuni abitanti di La Spezia ne hanno negato l’esistenza. A ogni modo su quanto avvenuto in quelle settimane di fine estate, per capire cosa abbia innescato questo focolaio, la procura di La Spezia ha aperto un’indagine contro ignoti per epidemia colposa

Insomma, nonostante le polemiche e qualche comprensibile malcontento della popolazione, le misure di contenimento sembra stiano iniziando a produrre gli effetti sperati. Una buona notizia, in vista di un autunno che si annuncia caldo sul fronte pandemico.

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