Coronavirus e medici in tv: e se ci fosse un conflitto d'interesse? | VIDEO
Alessandro Politi ci parla dei medici, scienziati e consulenti che sono apparsi in televisione in questi mesi. Qualcuno si chiede: quando danno consigli, lo fanno per puro interesse scientifico o anche per interesse personale? E affronta un caso specifico
In questi ultimi mesi la tv si è svuotata di ballerini, cantanti e calciatori, e si è riempita di virologi, ematologici ed esperti di coronavirus. Ormai ci chiediamo: cosa dirà lo scienziato di turno? E qualcuno ha iniziato a chiedersi: parlerà per puro interesse scientifico o anche per un interesse personale?
Perché, come sostiene il presidente del Codacons, l'avvocato Carlo Rienzi, c’è il rischio un potenziale conflitto d’interessi: “Se un medico, o consulente scientifico, vuole dare dei consigli non deve essere finanziariamente o economicamente implicato in erogazione di denaro da parte di chi produce, perché non ci può essere serenità”. Cioè se un medico o uno scienziato va in televisione a dare dei consigli, non dovrebbe avere alcun legame con chi tramite quei consigli potrebbe guadagnarci. Per esempio, anche se mettere la mascherina è la scelta più giusta per contenere la pandemia, non dovrebbe essere l’esperto legato alla ditta produttrice a consigliarli. “Devo avere la certezza della trasparenza della comunicazione, soprattutto nel servizio pubblico”, spiega Rienzi.
“Se c’è chiarezza, se c’è trasparenza il problema non si pone”, dice Enrico Mentana. “Se uno dice di non aver nulla a che fare con nessuno e poi si scopre che prende i soldi da una casa farmaceutica, è chiaro che c’è indifendibilità”. Il direttore parla in generale, ma questa sera Alessandro Politi ci parlerà di un caso specifico.