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Coronavirus e variante spagnola: seconda ondata causata dai mancati controlli alle frontiere?

Secondo uno studio recentemente pubblicato su medRxiv, questa estate è nata una variante del Sars-Cov2 in Spagna: da lì si sarebbe poi diffusa in tutta Europa, grazie alla politica delle frontiere aperte e ai molti turisti in viaggio. I mancati controlli alle frontiere interne dell’Unione europea hanno causato la seconda ondata?

Una nuova variante del coronavirus, nata in Spagna questa estate e diffusa in tutta Europa dai turisti: è questa la tesi sostenuta da uno studio recentemente pubblicato su medRxiv (ma non ancora peer reviewed). A darne notizia per primo è stato il Financial Times, che sottolinea come questo nuovo ceppo sarebbe responsabile della maggior parte dei contagi in molti paesi europei arrivando fino all’80% del Regno Unito.

La tesi dei ricercatori è la seguente: una variante del coronavirus sarebbe nata in Spagna, presumibilmente in una comunità di contadini, e si sarebbe diffusa nel paese a inizio estate. Questa variante, chiamata 20A.EU1, avrebbe poi circolato in tutta Europa grazie ai numerosi vacanzieri che hanno visitato la Spagna in estate, trasportando inconsapevolmente il virus nei paesi di provenienza.

Non è ancora chiaro, dicono i ricercatori, se questa variante del coronavirus sia più aggressiva o si trasmetta più facilmente di quello che ha causato la prima ondata in primavera. C’è però una riflessione nel documento di ricerca che vale la pena approfondire: era possibile mitigare la seconda ondata con controlli più serrati in entrata e uscita dai paesi?

Sappiamo infatti che questa estate, dopo mesi di restrizioni, le frontiere interne dell’Unione europea sono state riaperte. Dal 15 giugno era infatti possibile circolare liberamente nell’area Schengen: ai singoli stati è stata lasciata la possibilità di imporre tampone e/o quarantena per chi arrivava da zone a più alta diffusione del contagio. 

L’Italia ha così tenuto le sue frontiere aperte e senza controlli con la Spagna fino al 12 agosto, quando è stato imposto l’obbligo di tampone a chi avesse soggiornato lì nei 14 giorni precedenti. Ma, come abbiamo scoperto adesso grazie alla ricerca citata sopra, è probabile che la variante del coronavirus stesse già ampiamente circolando in Spagna e dunque fosse già arrivata sul nostro territorio.

La chiusura da parte dell’Italia, a questo punto, potrebbe anche spiegare perché il nostro paese ha vissuto la seconda ondata più lentamente dei suoi vicini: la Spagna infatti ha visto nascere sul suo territorio la nuova variante del coronavirus, e la Francia, per ragioni di prossimità geografica, poteva più difficilmente controllare i movimenti delle persone alla frontiera. Germania e Italia, più lontane, hanno invece impiegato più tempo a esser travolte dalla seconda ondata.

Insomma aver tenuto aperte le frontiere interne dell’Ue senza controlli ha sicuramente favorito la ripresa economica in estate, ma potrebbe anche esser stata la causa della diffusione di questa terribile seconda ondata.

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