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Coronavirus e violenza sulle donne, i rischi e un video che non fa ridere | VIDEO

Negli ultimi giorni è circolato nelle chat il video di una donna che viene picchiata da un uomo mentre suona il flauto sul balcone, finché non interviene una terza persona. Il video è stato anche condiviso in una versione ridotta, come una cosa che dovrebbe inspiegabilmente far ridere, mentre ridere non fa e con l’isolamento in casa la violenza domestica è un tema più attuale che mai

Un video è tristemente girato nelle chat e condiviso sui social come una cosa che dovrebbe far ridere, mentre ridere non fa e le immagini integrali sono terribili e preoccupanti. Nel video integrale che vedete qui sopra, dove una donna suona il flauto dal terrazzo, come spesso accade in questi giorni di flash mob con le canzoni cantate dal balcone di casa, si vede un uomo che interviene per fermarla e arriva ad alzare le mani contro di lei. Inutile (o forse no) dire che il video non fa assolutamente ridere e anzi ricorda un’emergenza, la violenza domestica, che non si ferma di fronte a quella sanitaria.

La propria casa, che in questi giorni è diventata più che mai un luogo di rifugio, per alcune persone può essere il perimetro di un incubo. Con l’emergenza coronavirus, il governo ha richiesto a tutti i cittadini italiani di restare a casa per limitare al massimo i contatti tra persone e arginare il contagio. Una misura importante per tutti noi. Ma alcune case sono lo scenario di un’altra emergenza nazionale, meno improvvisa ma che dura da tempo: gli episodi di violenza domestica. Lo ha ribadito a fine gennaio il procuratore generale della Corte suprema di Cassazione Giovanni Salvi, che ha definito “drammatico il fatto che permangono pressoché stabili, pur se anch’essi in diminuzione, gli omicidi in danno di donne, consumati nel contesto di relazioni affettive o domestiche, i cosiddetti femminicidi”.

Quel video mostra proprio che anche sotto emergenza sanitaria, la violenza domestica non si ferma. Anzi, in uno stato di isolamento e convivenza forzata alcune situazioni potrebbero diventare ancora più a rischio e denunciare potrebbe essere ancora più difficile. A lanciare l’allarme è il procuratore aggiunto di Milano Maria Letizia Mannella: “Nelle ultime ore c’è stato un calo nelle denunce per maltrattamenti”, ha detto. “Ci basiamo solamente sull’esperienza perché è ancora presto per avere dei dati certi, ma possiamo dire che le convivenze forzate con i compagni, mariti e con i figli, in questo periodo, scoraggiano le donne dal telefonare o recarsi personalmente dalle forze dell’ordine”. Un allarme che è stato lanciato anche dai centri antiviolenza italiani, come “Non una di meno”, che stanno diffondendo un appello per tutti coloro, donne, uomini, minori, che nelle mura di casa non si sentono al sicuro. Il numero gratuito da chiamare in caso di bisogno è il 1522, la help line per violenza e stalking. Altri numeri utili in caso sono i carabinieri (112) e la Polizia (113).

Anche in questo aspetto dell’emergenza coronavirus, la Cina ha preceduto il nostro paese. Qui, però, c’è stata un’impennata di denunce per violenza domestica e richieste di divorzio. Dai dati statistici che stanno emergendo in questi giorni, infatti, risulta un grosso disagio nelle coppie cinesi durante le settimane di convivenza e isolamento forzato. 

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