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Covid e ospedali, la nostra inchiesta e la risposta dell'ufficio stampa di Arcuri alle nostre domande | VIDEO

Il nostro Gaetano Pecoraro, nel servizio che vedete qui sopra, ha provato a chiedere al commissario Arcuri la sua versione sui presunti ritardi e lavori non fatti che ci sono stati denunciati. Lui non ci ha voluto rispondere di persona. Alla fine la risposta è arrivata dal suo ufficio stampa: eccola

Nel servizio che potete vedere qui sopra, Gaetano Pecoraro ha cercato più volte di avere una risposta dal commissario straordinario per l’emergenza Covid Domenico Arcuri sui presunti ritardi e lavori non eseguiti per potenziare il sistema sanitario nelle regioni italiane, che ci sono stati denunciati.

Lui non ci ha voluto rispondere di persona, ma la risposta alla fine è arrivata dal suo ufficio stampa, che ci ha scritto quanto segue:

In realtà non c'è nessun rallentamento nella realizzazioni dei piani e nessun ritardo rispetto all'emergenza.

Il 28 luglio sono stati trasferiti al Commissario i cosiddetti "piani" per il rafforzamento della rete ospedaliera, predisposti dalle Regioni. La durata media per il loro completamento è di 27 mesi (cioè 2 anni e 3 mesi). Quella massima di 72 mesi (cioè 6 anni).  Per effettuarli occorrono progettazioni, lavori e ristrutturazioni che nulla hanno a che fare con i tempi dell'emergenza.

Il potenziamento degli Ospedali, come previsto dalla norma, è infatti un intervento strutturale di rafforzamento e incremento di lungo periodo delle terapie intensive.

Infatti i piani prevedono a regime 8679 posti di terapia intensiva e 2112 posti di terapia subintensiva convertibili, mentre quelli già esistenti per l'emergenza ieri erano 9931, potenzialmente aumentabili a 11200, con le dotazioni già distribuite o acquisite dagli Uffici del Commissario.

Non appena ricevuto quei piani, in ogni caso, si è immediatamente proceduto a declinare e sviluppare, in accordo con tutte le Regioni, i titoli dei 1044 interventi richiesti in termini di fattibilità, a nominare i 168 soggetti attuatori e a pubblicare le gare per l'attuazione, che hanno portato ad individuare 576 soggetti. Si è inoltre provveduto ad indire un bando che ha consentito di selezionare le 35 categorie e le 3900 singole tipologie di prodotti richieste.

Oggi già numerosi soggetti attuatori in 11 Regioni hanno effettuato 121 affidamenti; hanno acquistato 3906 prodotti; hanno attivato 171 interventi per la progettazione e la realizzazione dei lavori in vari comuni italiani, tra cui Milano, Torino e Roma.

Dunque nessun rallentamento nei piani e nessun ritardo rispetto all'emergenza, ma al contrario, dopo soli tre mesi dal ricevimento di oltre mille titoli progettuali generici, sono in corso di realizzazione numerosi interventi che si concluderanno e stabilizzeranno la dotazione di terapie intensive italiane, che nel corso dell'emergenza sono state già sostanzialmente raddoppiate.

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