La discarica abusiva a Roma, tra faide e poliziotti senza mezzi | VIDEO
Con Filippo Roma e Marco Occhipinti siamo tornati all’interno dell’area protetta Valle dell’Aniene, dove, come vi abbiamo fatto vedere la scorsa puntata, una famiglia di rom gestirebbe un’immensa discarica di rifiuti illegali, tra minacce, pizzo e usura. Il comune di Roma si è finalmente mosso, ma al nucleo di pronto intervento mancano i mezzi necessari e Filippo Roma riesce a beccare una svuota cantine di ritorno dalla discarica
Con Filippo Roma e Marco Occhipinti siamo tornati nel campo rom all’interno dell’area protetta Valle dell’Aniene, di cui vi abbiamo parlato nell’ultimo servizio. Vi avevamo mostrato la presenza di un’enorme discarica di rifiuti pericolosi e roghi tossici, che sarebbe gestita da una famiglia del campo rom situato all’interno del parco, un’area protetta e nel pieno centro di Roma, a due passi dalla zona vip dei Parioli.
Siamo tornati da Marianna, la coraggiosa donna rom che ci aveva raccontato dei presunti affari illeciti gestiti da quella famiglia all’interno del campo, tra smaltimento illegale di rifiuti, usura e pizzo per gli occupanti delle baracche. Un traffico che, naturalmente, preoccupava gli abitanti del vicinissimo quartiere dei Parioli, tra roghi tossici accesi tutte le ore del giorno e della notte e la paura di esalazioni dannose per la salute.
“Ho sopportato per anni degli odori insostenibili che prendono proprio allo stomaco”, ci aveva raccontato un’abitante della zona, che per paura dei gestori di quella discarica abusiva aveva chiesto di non farsi riprendere in volto. Siamo tornati al campo a parlare con Marianna, che ci aveva parlato di una famiglia rom che, per consentire a chiunque di scaricare illegalmente rifiuti di ogni genere, sarebbe arrivata a guadagnare anche 1.000 euro al giorno.
La donna aveva anche raccontato di una sorta di racket, all’interno del campo, che sarebbe sempre gestito dalla stessa famiglia. Insomma secondo le presunte rivelazioni di questa donna al campo si praticherebbero usura ed estorsioni, e mentre eravamo lì a chiedere spiegazioni qualcuno non ha gradito questo scambio di informazioni e siamo stati cacciati a colpi di vanga e fatti oggetto di vere e proprie sassaiole.
Vista tutta questa violenza, ci eravamo chiesti: quando andrà in onda il servizio, cosa succederà a Marianna? Qualcuno si vendicherà con lei per le gravi accuse che ha lanciato di fronte alla telecamera? Per questo motivo, prima di andare in onda martedì scorso, abbiamo provato più volte a segnalare la situazione di pericolo in cui si sarebbe potuta trovare la donna rom.
Ci abbiamo provato invano con la sindaca Raggi, e poi per due volte siamo stati al commissariato di Villa Glori, ma per ben due volte ci hanno rimandato indietro. E alla fine avevamo provato come ultima spiaggia a parlare con direttamente con il questore di Roma. “Mi scusi ma in questo momento io sono nella centrale operativa della questura sto seguendo tutte le manifestazioni qua su Roma", ci aveva spiegato, "ma se c’è qualcosa da denunciare vada al commissariato o alla stazione dei carabinieri …”.
Gli avevamo spiegato che non era stato possibile presentare la denuncia e di questo si era molto meravigliato: “Come nessuno le fa? No no no no non dica cose che non è possibile... perché non ci possiamo rifiutare di prendere una denuncia. Vada lì e dica ‘io devo denunciare una cosa, ho parlato con il questore’. Se dovesse trovare difficoltà me lo fa sapere va bene?”
Forti dell’ordine del questore in persona finalmente qualche ora prima di andare in onda siamo riusciti a fare denuncia, ma per assicurarci che Marianna stesse bene, siamo ritornati al campo rom del Foro Italico. Mentre torniamo ci accorgiamo che qualcosa si è mosso dopo il nostro servizio, ed è in atto un intervento di polizia e vigili urbani.
Marianna ci rassicura: “Nooo adesso non c’è nessuno, sono andati via tutti quelli che hanno fatto male qui, sono andati via. Io sono andata alla polizia e non può venire nessuno da me... sono andata dopo, l’ho detto, mi deve guardare qualcuno che c’ho paura che sono da sola...”
Dopo il nostro servizio anche Marianna insomma si sarebbe rivolta alla polizia e alcune delle persone da lei denunciate sarebbero andate via dal campo, dove però le tensioni sembrano essere ancora parecchie. La donna denuncia: ”È venuto quello ragazzo che stava lì, che lui abitava prima là che mi dava sempre fastidio, è venuto a rompere la baracca”.
Insomma, mentre siamo al campo per accertarci che Marianna stia bene, ne nasce una sorta di telenovela con momenti di tensione quando Marianna sputa e poi fa volare due schaiffi nei confronti di un uomo che accusa di essere schierato con la famiglia rom che controllerebbe il campo, e che qualche settimana prima avrebbe avuto uno scontro fisico con suo fratello. Il confronto si fa acceso anche con un’altra donna, Giuliana, che accusa la stessa Marianna di gestire quella discarica abusiva. Assistiamo a un vero e proprio litigio tra Marianna, di etnia rom, e Giuliana, serba, uno scontro che racconta di quanto tesi possano essere i rapporti dentro un campo rom. Una situazione di degrado e rivalità, che fa arrivare le due donne agli spintoni.
La ricostruzione fatta dalla serba Giuliana sembra traballare un po’, perché se fosse vero che la capa dell’attività dello smaltimento illecito di rifiuti è proprio Marianna, non si spiega perché la volta scorsa sarebbe stata proprio lei a raccontarci di questi traffici illegali e invece è stato un uomo della famiglia che controllerebbe il campo che ci ha inseguito brandendo una vanga. L’unica verità accertata, comunque, è che all’interno di un’area protetta, a due passi dal centro della Capitale, c’è un’enorme discarica abusiva, che speriamo venga al più presto smantellata.
Mentre siamo al campo osserviamo l’operazione dei Pics, il nucleo della polizia di pronto intervento, guidati dal responsabile Franco Granieri, che all’inizio ci spiega di non poter rilasciare interviste e poi si lascia sfuggire una battuta: ”Non è semplice oggi per domani fare una cosa del genere, lo sapete meglio di me”.
Vi avevamo raccontato, nel corso del precedente servizio, di come a settembre 2019 il Comune di Roma avesse tolto al nucleo di pronto intervento 4 camion dell’Ama che servivano a ripulire insediamenti abusivi e rifiuti abbandonati. E infatti, come possiamo osservare, i Pics al campo sono venuti senza mezzi per ripulire la discarica.
Senza i mezzi dell’Ama tolti al nucleo di pronto intervento della polizia locale come e quando si bonificherà la zona? Proviamo a richiederlo alla sindaca Virginia Raggi, che ci dice: ”Adesso stiamo quantificando poi trovati i soldi avvieremo le operazioni. Tra l’altro abbiamo visto che quella era un’area sulla quale la nostra polizia stava già lavorando, è stata sequestrata più volte quindi c’è un lavoro in corso…”.
Virginia Raggi non prende impegni precisi, ma dopo la nostra segnalazione della settimana scorsa ha finalmente mandato il nucleo ambiente e decoro della Polizia, che ha anche beccato degli svuotacantine in piena azione. E allora, per chiudere il cerchio, ci manca di parlare con chi i rifiuti alla discarica li porta, in spregio a ogni regola.
Ci siamo messi sulle tracce dello stesso svuotacantine avvistato nel video pubblicato dalla sindaca Raggi e riusciamo a raggiungerlo. La sua è una tesi singolare: “So che è una discarica abusiva, ma perché non la chiudete? C’è stata la quarantena e tutte ste cose son state chiuse. Io ci sono andato all’Ama, ci sono andato erano chiusi probabilmente… invece di filmare, che mi sta filma’ come un drogato spacciatore”.
Quando gli chiediamo del campo rom, risponde. “Va sgomberato, va sgomberato. Ammetto che contribuiscono persone peggio di me che bisogna fermarli. Ti prometto che non ci torno al campo, non perché ho paura di te o di qualcuno ma perché non va fatto, non va fatto quella maniera ma non solo io, tutti quanti”.
La storia del campo rom con una discarica dentro una riserva naturale non è purtroppo è un caso isolato. Una situazione ancora peggiore si trova nel campo nomadi di Castel Romano, dentro la riserva naturale Decima Malafede, dove i bambini addirittura giocano in mezzo ai topi e i cittadini confinanti con il campo rom sono ormai esperti di roghi tossici.
Luigi ci racconta: ”Qui accade tutti i giorni, se non è questo è un altro ma tutti i giorni può succedere che c’è un incendio, ma poi anche la gente qui soffre no? Anche i ragazzi soffrono”. Cosa aspettiamo, sindaca Raggi, per sanare tutte le situazioni di degrado e di pericolosità per la salute di cui la Capitale sembra abbondare?