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Gatto arrostito, una bufala? I carabinieri: “Tutto vero ed è partita la denuncia” | VIDEO

Negli ultimi giorni alcuni sui social hanno additato come fake news il video del gatto arrostito fuori dalla stazione di Campiglia Marittima (Livorno). Dopo aver raccontato la versione della donna che ha dato l’allarme e ha registrato il video virale, qui su Iene.it ospitiamo la versione ufficiale dei carabinieri che hanno fatto scattare la denuncia per maltrattamento di animale

Il gatto arrostito era un peluche, tutta una balla leghista”. È questo uno dei tanti messaggi che gira nelle ultime ore sui social. L’ultimo a rilanciare l’ipotesi della bufala è stato Samuele Vegna, attivista per i diritti Lgbtqi che sulla sua pagina pubblica conta quasi 30mila seguaci: “Emerge che il ragazzo di colore del video, sarebbe stato pagato per fare questo video e farsi riprendere. Giustamente, il dubbio era sorto anche a me: possibile che una leghista sfegatata avesse beccato casualmente un immigrato che arrostiva un gatto in pieno centro città, in Toscana?”, si chiede. “Possibile che poi questo ragazzo fosse così tranquillo e non sia scappato alla vista della signora arrabbiata da morire e che lo insultava e lo minacciava di chiamare la polizia? E difatti, pare che la signora abbia pagato 50 euro il ragazzo per questo video che ha favorito alla grande la propaganda leghista in Toscana”. Per qualcuno il barbecue improvvisato con legni e gatto da arrostire fuori dalla stazione di Campiglia Marittima, in provincia di Livorno, è tutta una fake news. 

Quel video sconvolgente ha fatto il giro d’Italia in poche ore. Non solo, qui su Iene.it vi abbiamo mostrato anche un secondo filmato esclusivo registrato dalla donna che per prima si è imbattuta nel barbecue felino alle 6 di mattina, che potete vedere qui sopra. Proprio a noi, Graziella Cataldo ha deciso di raccontare quello che aveva visto: “C’erano schizzi di sangue e ho urlato perché si fermasse ma l’animale era già cotto”. Per prima ha contattato i carabinieri. Dopo le voci che quella potesse essere tutta una fake-news, con persone pagate per arrostire gatti e politici che così avrebbero avviato la loro campagna elettorale (in Toscana si voteranno le regionali a settembre), abbiamo deciso di fare un'ulteriore verifica sentendo anche i carabinieri che quella mattina sono arrivati a spegnere il barbecue.

Il gatto era vero, eccome. Siamo intervenuti per spegnere la brace”, spiegano dal comando provinciale di Livorno ricostruendo il lavoro dei colleghi della stazione di Piombino. Negli ultimi giorni si sono chiusi gli accertamenti da cui è scattata una denuncia per maltrattamento e uccisione di animale. A doverne rispondere è il 21enne della Costa d’Avorio che ha acceso la brace. Anche su di lui se ne sono dette tante in questi giorni: “È un soggetto problematico dal punto di vista relazionale”, spiegano i carabinieri. “Era ospite di un centro di accoglienza in zona e ha avuto problemi disciplinari, per questo è stato allontanato”.

I militari hanno anche provato a ricostruire le circostanze in cui è morto l’animale. “Abbiamo documentato tracce di sangue dove è avvenuto il fatto, in più abbiamo acquisito testimonianze che confermano l’investimento dell’animale. Non risulta di un privato cittadino perché nessuno ha denunciato la scomparsa o il furto di gatti”, spiegano dal comando. Per questo i militari si sentono di ipotizzare che fosse randagio, ma ciò non rende meno raccapricciante quanto successo.

“Se fosse stato un peluche ci sarebbe stato quell’odore di carne cotta? Anche il fumo avrebbe avuto un altro colore”, dice a Iene.it Franca Ciani. Lei è la veterinaria del paese alle porte di Piombino. “Stanno venendo fuori delle situazioni che non sono realistiche. Il ragazzo è stato fatto passare come persona in grandi difficoltà, ma qui siamo pieni di Caritas pronti ad aiutare. Anche il parroco ha condannato il gesto…”.

La testimonianza della veterinaria assieme alla versione ufficiale dei carabinieri si aggiungono a quella di Graziella Cataldo. La donna che si sente urlare nel primo video diventato poi virale (lo trovate qui). “Proprio fuori dalla stazione ho notato il fumo e un uomo che stava arrostendo qualcosa”, dice a Iene.it. A questo punto, gli chiede che cosa stesse facendo a quell’ora della mattina e la risposta è agghiacciante: “Mi ha detto che stava cucinando un gatto perché aveva fame”. Graziella è sconvolta, prende il telefono e chiama subito i carabinieri. “Poi ho fatto il video perché avevo paura che scappasse”, spiega la donna che inizia a registrare tutto. “Da noi i gatti non si mangiano! Si tengono in casa”, si sente che gli grida. “Guarda che cosa stai facendo”. A poca distanza ha assistito a questa scena un uomo che ha registrato tutto a sua volta con il telefono: è quel video che è finito per la prima volta sui social ed è diventato appunto virale in pochi minuti. “Nonostante ci fossero una decina di persone ad aspettare il treno, nessuno è intervenuto per fermare quell’orrore. Ho dovuto fare tutto da sola”.

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