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Greta, 13 anni e transgender: i genitori chiedono cambio di nome e sesso | VIDEO

Abbiamo conosciuto Greta in un servizio di Nina Palmieri in cui ci ha raccontato che, nata maschio, si è sentita femmina da sempre. Ora i genitori hanno chiesto il cambio del nome e il nulla osta per il cambio di sesso quando sarà maggiorenne

“Ho tredici anni e mi sono sentita femmina da quando sono nata”. Greta è nata con un nome da maschio, un nome che, quando l’abbiamo conosciuta con Nina Palmieri, non ci ha nemmeno voluto dire, perché ricordare quel nome maschile le faceva male. Abbiamo incontrato questa giovane transgender a novembre 2019 e ora i suoi genitori hanno avanzato per lei una richiesta importante.

Proprio per cambiare quel nome si sono rivolti alla sezione civile del Tribunale di Ravenna. Hanno chiesto anche il nulla osta per l’intervento chirurgico quando la figlia sarà maggiorenne. Dal pm Cristina D’Aniello è arrivato parere favorevole. Si attende la decisione del Tribunale.

“Il nulla osta al cambio di sesso si chiede in automatico insieme al cambio del nome nel caso un giorno dopo i 18 anni Greta decida di operarsi”, ha spiegato a Ravenna Today la mamma di Greta, Cinzia. "Vogliamo il cambio di nome perché credo sia il minimo diritto che un essere umano possa chiedere, Greta ha diritto come tutte le altre persone ad essere chiamata col suo nome". 

Intervistati da Nina Palmieri, i genitori di Greta ci hanno raccontato l’infanzia della figlia. Un giorno Greta si trova nello spogliatoio dei maschi: “Ci siamo confrontati e mi sono accorta che avevano la stessa cosa che avevo io", racconta Greta. "Le ragazze poi parlavano del ciclo e io mi chiedevo perché non stessero vedendo anche a me. E poi ho capito”.

Greta passa un periodo difficile in cui cerca di reprimere quello che sente. Finché un giorno, mentre il fratello è nudo, sbotta: “Mi fa già abbastanza schifo il mio, non voglio vedere il tuo”. Il papà interviene: “Gli ho chiesto cosa volesse dire”, racconta il padre di Greta alla Iena. “Lei ha detto che era una femmina e che non ce la faceva più con questa storia di essere maschio”.

Greta si libera, parla anche con sua madre e tra le mura di casa trova un porto sicuro in quei genitori che, con la richiesta al Tribunale di Ravenna, hanno dimostrato ancora una volta di esserle vicino e sostenerla.

Greta ci ha raccontato quanto sia difficile sentirsi diversi nel mondo degli adolescenti, dove spesso il diverso fa paura. Eppure le cose che ci ha detto di volere sono quelle che vuole ogni adolescente: “Sogno di avere un fidanzato ma non credo che succederà tanto presto. Prima devo voler bene a me stessa. Sto iniziando a capire che il mio non è un corpo sbagliato, ma un corpo che io riuscirò ad adattare a ciò che sento”. 

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