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India, ministro si vaccina contro il coronavirus e dopo un mese è positivo

Il premier indiano Narendra Modi ha annunciato l’enorme sforzo di vaccinare il 60% degli 1,38 miliardi di abitanti. E intanto il ministro della Salute dell’Haryana, che aveva provato un vaccino locale un mese fa, annuncia di essersi contagiato. Per il virologo Andrea Crisanti, in Italia, prima di giugno non torneremo alla normalità. A che punto è la corsa internazionale al vaccino?

Oltre un mese fa si era sottoposto a una campagna sperimentale di vaccinazione contro il Covid-19, avviata dall’industria locale Bharat Biotech, ma adesso il ministro della Salute dello stato indiano di Haryana è risultato contagiato. Lo ha annunciato lui stesso con un tweet, che gela le entusiastiche dichiarazioni del primo ministro Narendra Modi.

Una vera doccia fredda per le speranze del paese asiatico, che ad oggi conta quasi 10 milioni di casi e almeno 140mila decessi (quasi un decimo di quelli a livello globale).

Solo qualche giorno fa infatti il primo ministro indiano Modi aveva reso nota la campagna di vaccinazioni prevista per il Paese, annunciando di puntare a vaccinare almeno il 60% degli oltre 1,38 miliardi di abitanti. Una campagna, aveva spiegato, pronta a partire nel giro di poche settimane, dopo l’approvvigionamento dei principali vaccini internazionali in arrivo, tra cui quelli di Oxford-Astrazeneca e quello russo Sputnik V.

Il ministro Anil Vij era stato il primo, all’interno del suo stato, a sperimentare una dose del vaccino locale, che però secondo l’azienda andrebbe somministrato in due diversi momenti, a distanza di 28 giorni.

L’efficacia, hanno spiegato dalla Bharat Biotech, potrà essere stabilita solo dopo 14 giorni dalla seconda somministrazione, aggiungendo che la metà delle persone che si sono sottoposte alla sperimentazione avrebbero in realtà ricevuto un placebo.

Al momento intanto sono questi i vaccini internazionali su cui si sta lavorando e che gli stati hanno iniziato a prenotare:

  • BNT162b2 di Pfizer e BioNTech: è stata ricevuta da EMA, l’ente europeo, la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio

 

  • Ad26.CoV2.S: per il vaccino di Johnson & JohnsonEMA ha avviato la revisione ciclica

 

  • mRNA-1273 di Moderna: l’efficacia sarebbe confermata al 94,1% e 100% nei casi gravi

 

  • Sputnik V: il vaccino russo sarebbe efficace oltre il 95% a 42 giorni dalla prima dose

 

  • AZD1222: il vaccino di AstraZeneca sarebbe efficace in media al 70%

 

  • ChAdOx1 nCoV-19: sicurezza e immunogenicità in giovani adulti e anziani

Intanto Andrea Crisanti, direttore dell'Istitituto di microbiologia all'Università di Padova, ha spiegato nel corso di una intervista a SkYTg24: "La sfida sarà dopo Natale. Con questi numeri non penso che potremo riprendere una vita normale. Il vero problema è che per il vaccino ci vorrà del tempo e prima di sapere se il 70% della popolazione italiana ha effettivamente aderito… Penso che lo sapremo verso giugno se tutto va bene. E fino a giugno avremo il problema di come controllare l’epidemia”. 

 

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