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Influenza o coronavirus? Ecco alcune regole di base per distinguerli | VIDEO

Una ricerca di Assosalute dice che il 33% degli italiani intervistati teme di non saper distinguere tra Covid-19 e influenza stagionale. Guardando le indicazioni dell’Oms e altre semplici regole di base, proviamo a dare alcuni indicazioni dopo il servizio di Alice Martinelli di giovedì (inutile dire che comunque servono medici e, nel caso, tamponi)

Tosse e febbre: si tratta di influenza o addirittura di coronavirus? È una delle paure di queste prime settimane di stagione fredda: con l’inverno e i tradizionali virus influenzali in arrivo si rischia l’allarme per decine di migliaia di famiglie italiane.

Giovedì scorso ve ne abbiamo parlato in onda con il servizio di Alice Marinelli (che potete rivedere qui sopra) che per una mattinata ha accompagnato Riccardo, un medico di base del bergamasco che visita ancora i suoi pazienti a casa nonostante la paura del Covid e le limitazioni per la pandemia.

Secondo una ricerca di Federchimica Assosalute, il 33% degli intervistati teme di non riuscire a saper distinguere l’esordio dell’influenza da quello del Covid. Un problema serio, collegato al rischio di mettere ulteriormente sotto pressione il sistema sanitario.

L’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità ha recentemente provato a dissipare alcuni dubbi, spiegando innanzitutto una differenza importante. Da un lato è vero che i primi sintomi possono sembrare molto simili:  
-febbre anche oltre i 38 gradi;  
-estesi dolori muscolari/articolari;
-problemi alle vie respiratorie (tosse, mal di gola, congestione nasale).

Dati alla mano, però: l’Oms spiega anche che:
- l'influenza ha un periodo di incubazione medio, ovvero il tempo che intercorre tra l'infezione e la comparsa dei sintomi, più breve del Covid-19: 3 giorni (contro i 5-6 del Covid-19, e il periodo può anche allungarsi notevolmente);
- c’è una differenza analoga anche per quanto riguarda il cosiddetto “intervallo seriale”, ovvero la distanza tra un primo caso e un eventuale secondo, per esempio un familiare o un contatto stretto. 

Al di là dei primi sintomi comuni, è importante notare come il Covid-19 porta con sé, nella maggior parte dei casi, ovviamente in quelli sintomatici, di solito anche alcune conseguenze molto specifiche:
- perdita persistente dell'olfatto;
- perdita o parziale alterazione del gusto, con l’impossibilità di percepire i sapori, e addirittura di distinguere tra dolce e amaro (una verifica può essere fatta provando a consumare prodotti dal gusto molto intenso e inconfondibile, come limoni, arance, caffè o aglio);
- va detto però che è la presenza di entrambi questi sintomi a poter far pensare al manifestarsi del Covid-19 perché disturbi dell’olfatto (anosmia) sono presenti anche in alcune forme di influenza o malattie da raffreddamento.

È possibile poi osservare, sempre stando a una media puramente statistica, queste due differenze:
-naso chiuso e naso che cola, nella stragrande maggioranza dei casi, sono riconducibili a classica influenza stagionale;
- la tosse può aiutare a distinguere tra i due virus: quella legata al Covid è soprattutto tosse secca, stizzosa e insistente mentre quella grassa è generalmente riconducibile alla sindrome influenzale o anche alle sindromi da raffreddamento.

Se un solo sintomo in linea di massima potrebbe far pensare alla classica influenza stagionale, più sintomi contemporaneamente (tosse, febbre e mal di gola) in aggiunta a spossatezza, scarsa lucidità mentale, vomito e diarrea, complicano il quadro generale, lasciando sospettare la presenza di Covid-19.

L’unico modo di poterlo accertare è ricorrere ai medici e tamponi erogati nelle strutture pubbliche e autorizzate. È comunque consigliabile seguire alcuni comportamenti fondamentali:
- in caso di dubbi sulla possibilità di avere contratto il coronavirus, è bene rimanere in casa e isolarsi dagli altri;
- non andare subito al pronto soccorso né negli studi medici ma chiamare il proprio medico di famiglia, la guardia medica o i numeri verdi regionali o di pubblica utilità (1500).

Un altro aiuto concreto per vincere la paura di non saper distinguere tra i due virus potrebbe arrivare dall’Istituto Spallanzani di Roma, che preannuncia l’arrivo di test antigenici in grado di fare distinzione in tempi brevissimi, addirittura tra i 15 e i 30 minuti.

 

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