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Adriano, barista italiano a Londra: “Ecco i miei sintomi del coronavirus mutato”

Adriano, un giovane calabrese di 29 anni che vive e lavora in uno dei quartieri a sud di Londra, ha contratto il coronavirus mutato: “Ho sempre voglia di dormire e forti mal di testa”

“Potrei essere uno dei pochissimi italiani ad aver contratto, fino ad ora, il ceppo mutato del coronavirus. Che io lo abbia preso me lo ha confermato il laboratorio dove ho eseguito il tampone. Mi hanno detto che il quartiere a sud di Londra in cui vivo e i sintomi che gli ho raccontato lasciano pensare che possa essere proprio il nuovo ceppo”.

Adriano è un ragazzo di 29 anni originario della Calabria, che da tempo vive e lavora a Londra, in un pub. Da poco più di una settimana è recluso in casa, in isolamento, dopo avere contratto il nuovo ceppo del coronavirus che in queste ore sta spaventando mezzo mondo.

Un ceppo, che a quanto sembra, circolava già da oltre un mese e di cui al momento si sa davvero poco: l’infezione si trasmetterebbe in modo molto più rapido, anche se non sembra però che possa essere più letale del vecchio ceppo e resistente a uno dei vaccini in arrivo.

“Vivo insieme ad altre 4 persone nel quartiere di Crystal Palace, a sud del centro”, racconta Adriano a Iene.it, “che in questo momento è tra i più colpiti dal nuovo ceppo di Sars-Cov2 e lavoro in un caratteristico pub inglese”.

Adriano racconta di essersi iniziato a sentire male attorno al 14-15 dicembre, proprio nei giorni in cui il governo aveva deciso una stretta ulteriore a partire dall'area di Londra, portando a “livello 3” le misure anti-assembramento, per il 60% della popolazione.

“All’inizio mi sono sentito addosso come una normale influenza, ero debole ma non avevo né febbre né tosse forte né tantomeno problemi respiratori. Poi però sono iniziati dei mal di testa lancinanti e ho accusato una stanchezza molto particolare, avevo sempre sonno, in continuazione. E poi è arrivata anche l’assenza di gusto e olfatto, un sintomo che non è ancora tornato, neppure adesso… Il tampone ha confermato la mia positività. Io vivo in casa con altri 4 ragazzi, stanno tutti bene, forse solo una coinquilina potrebbe avere qualcosa”.

Quando gli chiediamo come pensa di poter aver preso il nuovo ceppo di coronavirus, Adriano sembra non avere dubbi. “Nei giorni immediatamente precedenti al nuovo lockdown la gente qui è impazzita, tutti si sono riversati nei ristoranti e nei pub, per bere e per mangiare. Sono convinto di averlo preso lì. Noi lavoratori abbiamo sempre rispettato le normative e indossato i presidi sanitari, ma ci sta che magari tra noi ci siano stati momenti di minore attenzione, magari mentre si stava in pausa col collega a fumare, o magari invece toccando un vassoio, chissà”.

Intanto l’epidemiologo Massimo Ciccozzi, intervistato dal Sole 24 Ore, dice che “non dobbiamo temere le mutazioni”, che di fatto sarebbero lo strumento con cui i virus si adattano all’uomo e che “questa che arriva dalla Gran Bretagna non è la prima”. Le mutazioni sarebbero quindi i primi segnali di un’evoluzione che potrebbe poi portare il virus a scomparire, come è successo per l’influenza spagnola un secolo fa.

Intanto da ieri sono in vigore restrizioni molto più pesanti per la capitale e il sudest del Paese, con divieto di avere ospiti a casa per le feste e negozi non essenziali chiusi, una misura estesa anche a Galles e Scozia.

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