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Quadro di Klimt rubato a Piacenza: parla il presunto ladro | VIDEO

L’opera del pittore Gustav Klimt, stimata oltre 120 milioni di dollari, era stata trafugata 22 anni fa da una galleria d’arte a Piacenza dove è stata ritrovata intatta qualche settimana fa. Alessandro De Giuseppe è riuscito a parlare con uno dei presunti componenti della banda di ladri che l’avrebbe trafugata

“Il furto è un gioco di prestigio, come è avvenuto con il ritratto di signora”. A parlare con Alessandro De Giuseppe è un uomo, che racconta di essere l’autore di un furto che in queste settimane è finito su tutti i giornali: quello di un celebre dipinto a olio su tela realizzato nel 1916 dal  grande pittore Gustav Klimt. Un quadro che lo stesso critico d’arte Vittorio Sgarbi valuta tra i 120 e i 130 milioni di euro.

Siamo a Piacenza e il quadro, scomparso da una galleria d’arte 22 anni fa, a pochi giorni da una grande mostra sul pittore, è appena stato ritrovato.

Oggi che quel reato sarebbe prescritto, il presunto ladro ha deciso di uscire allo scoperto con Le Iene, e di rilasciare un’intervista, senza però mostrare il proprio volto: “Stavano facendo dei lavori, il quadro non era neanche attaccato alla parete. Il gioco di prestigio è stato quello: all’inizio dopo il furto non è uscito dalla galleria poi dopo che gli inquirenti hanno fatto i loro accertamenti, è uscito. “

“La logica vuole che il quadro sia uscito dalla porta d’ingresso perché non c’era nessun segno di scasso e l’allarme non ha funzionato”, spiega ad Alessandro de Giuseppe il giornalista e scrittore piacentino Ermanno Mariani. “Chi l’ha sottratto è entrato tranquillamente e se l’è portato via “.

Il presunto ladro del Klimt spiega alla Iena della trattativa iniziata con le forze dell’ordine, dopo che l’opera era stata portata via: “Se volevano il quadro volevo due milioni, punto. Se no che faccio? Tengo il quadro 22 anni per fare che cosa?” Dopo che la trattativa, ovviamente, salta perché i carabinieri non cedono alla richiesta di pagamento, il quadro viene ritrovato in modo del tutto casuale. Spiega ancora Ermanno Mariani. “Lo hanno trovato tre giardinieri che stavano tagliando l’edera. Si è aperto uno sportello in giardino e hanno visto dentro questo involucro”.

Uno di quegli operai conferma l’episodio: “Abbiamo visto un sacco nero, pensavamo fosse immondizia, avremmo potuto anche buttarlo via. Quando sono arrivati i custodi l’abbiamo dato a loro. Quando l’hanno preso si sono spaventati, e sono andati via. Poi è arrivata la polizia. Siamo stati ricchi per un paio di ore…”.

Una delle ipotesi è che il quadro sia stato riportato nella galleria in tempi molto recenti, come sostiene il cronista locale.

Quando torniamo a telecamera nascosta dal presunto ladro, lui si sbottona e spiega: “Il vecchio direttore è morto… la polizia mi ha chiesto se io e lui avessimo messo in piedi qualche ‘pallino’, se non c’entrasse qualcosa con noi. Io gli ho detto ‘ma cosa dite?’. Però vedi che loro l’hanno pensato…”

E alla fine avanza pure una sua ipotesi sull’organizzazione del furto: “Quel quadro, comprato nel 1926, era sospettato di essere un falso e forse per evitare una brutta figura alla galleria sarebbe stato sottratto, per farlo sparire e non far scoppiare lo scandalo. Mettiamo che sia andata così…”.

 

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