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Fermato a marzo perché a spasso durante il lockdown: è l'aggressore di Ladispoli | VIDEO

Avevamo pubblicato il video di un giovane romano, fermato da polizia e finanza perché passeggiava in spiaggia col cane durante il lockdown. “Accerchiato da 13 agenti perché porto a pisciare il cane, trattato come un delinquente”. Ora si scopre che è Emanuele Orefice, uno dei due fratelli pugili che a Ladispoli, vicino Roma, avrebbero picchiato a sangue un giovane, facendogli perdere un occhio

“Sono stato accerchiato da 13 poliziotti per aver portato il cane a pisciare in spiaggia! Come un criminale, un evaso di prigione, uno spacciatore, un assassino”.

Ad urlare la propria rabbia in favore di telefonino, nel video che vedete sopra e che avevamo pubblicato a marzo, è un uomo che mentre portava a fare i bisogni il proprio cane a Ladispoli era stato fermato dalla polizia e dalla finanza, per aver violato il divieto di andare in spiaggia a seguito delle restrizioni per il lockdown.

Peccato che l'uomo sia proprio Emanuele Orefice, 33 anni, uno dei due fratelli pugili di Ladispoli accusati insieme al cognato di aver pestato brutalmente un ragazzo, a luglio, facendogli perdere un occhio.

Emanuele Orefice, insieme al fratello e al cognato avrebbero massacrato di pugni un ragazzo di 28 anni, solo perché quest’ultimo non li aveva invitati a una festa. Un “affronto” da pagare con la violenza, tanto che il giovane aggredito avrebbe perso l’uso dell’occhio sinistro.

L’uomo fermato dagli agenti, mentre portava a spasso il suo cane, aveva poi raccontato ad una testata locale di essersi lasciato accompagnare a casa dagli agenti e di aver loro mostrato tranquillamente i documenti. Altre testimonianze invece avevano parlato di un tentativo di fuga del ragazzo, in spiaggia, non appena si era accorto della presenza delle pattuglie delle forze dell'ordine.

Emanuele Orefice e il fratello Vincenzo saranno ascoltati domani durante l'interrogatorio di garanzia in carcere. Il terzo presunto responsabile del pestaggio ai danni di Marco Bertazzoni, intanto, si è avvalso della facoltà di non rispondere. 

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