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Lotito e calcio mercato: lo “strano” ingaggio di Maurito Zàrate | VIDEO

Filippo Roma raccoglie le durissime accuse di Mauro Zàrate, per 3 anni alla Lazio di Lotito e del suo procuratore Luis Ruzzi. “Tredici milioni del suo ingaggio il Presidente ce li fece avere da una società londinese, per non pagare le tasse”. Fu evasione e frode fiscale? Cosa risponde il presidente Lotito?

Filippo Roma e Marco Occhipinti indagano su una pesante ombra sull’operato di Claudio Lotito, Presidente della Lazio e membro del comitato di presidenza della Figc, la federazione gioco calcio italiana.

L’accusa, sostenuta dall’attuale manager dell’attaccante argentino Mauro Zàrate e dallo stesso giocatore, riferisce fatti e circostanze, che fanno sorgere più di un dubbio: ci sono stati evasione fiscale, frode fiscale e falso in bilancio? Ma andiamo con ordine. Filippo Roma ha incontrato Luis Ruzzi, ex diplomatico presso l’ambasciata argentina a Roma e capo delegazione dell’Argentina durante i campionati del mondo Italia 90, un manager sportivo insignito anche del titolo di Cavaliere della Repubblica italiana. 

Luis, che racconta di aver contribuito a portare in Italia grandissimi campioni del calibro di Gabriel Batistuta, Abel Balbo e Diego Simeone, tra i quali anche nel 2008, l’argentino Mauro Zàrate. Il bomber biancoceleste che si è reso subito protagonista di una vittoria della Lazio in Coppa Italia nel 2009, e poi della Super Coppa Italiana con l’inter che poi vinse il triplete.

Luis Ruzzi racconta a Filippo Roma che Zàrate secondo gli accordi raggiunti con Lotito, dovrebbe ancora avere, almeno 3 milioni e mezzo di euro, relativamente al terzo e quarto anno di contratto di Zàrate.

Ripercorriamo la storia di quell’ingaggio: Maurito Zàrate stipulò un contratto di 5 anni con i biancocelesti, di cui un anno in prestito all’Inter, per poi tornare in Argentina anticipatamente. Dopo un successivo brevissimo ritorno in Italia, alla Fiorentina, oggi Zàrate è attaccante del Boca Juniors, squadra con cui ha vinto l’ultimo campionato In Argentina, appena disputato.

Che su quell’ingaggio ci potesse essere qualcosa da verificare era una circostanza già emersa in qualche modo, tra le righe, durante un infuocatissimo confronto tv di 9 anni fa, tra Lotito e Di Canio.

Era stato Di Canio, durante quel confronto, a evidenziare gli esorbitanti costi delle spese di intermediazioni per portare il calciatore in Italia. “Mi sembra di aver letto nelle spese 15 milioni di transazione – aveva affermato Di Canio - è comunque un pagamento per avere il giocatore”. Ma Lotito nega tutto: "Ma quali 15 milioni mi scusi? Ma di che cosa sta parlando? Lei prima si documenti”.

“C’è il bilancio guardi – ribatteva Di Canio -. Mi sembra che sia stato indagato per questo...”. Ma Lotito insiste: "Rischia di commettere degli errori come sta commettendo...”.

Insomma su quanto sia costata la mediazione per portare Zàrate alla Lazio i due non sembrano affatto d’accordo. Di Canio parla di circa 14 milioni di euro e ricorda che per questa vicenda Lotito è stato anche indagato, ma per Lotito Di Canio “sta dichiarando cose totalmente false e mendaci”.

Alla fine il Presidente Lotito spiega che il calciatore sarebbe costato 20 milioni di clausola di rescissione e tre milioni di provvigioni, maturate fino a quel momento. 

Ma Di Canio tira dritto con la sua ipotesi: per lui ai circa 20 milioni della clausola rescissoria si sommerebbero 15 milioni di intermediazioni, ma la cosa suonava un po’ strana, perché lo stipendio ufficiale di Zàrate, da contratto, era di 7 milioni in 5 anni. È dunque possibile che un calciatore guadagni meno di quanto prende il suo intermediario? In questo caso infatti, considerato che di solito un procuratore prende una commissione che si aggira intorno al 10 per cento dello stipendio del giocatore, avrebbe maturato una provvigione di più del 200 per cento.

Qualcosa davvero sembra non tornare e Filippo Roma e Marco Occhipinti intendono andare a fondo, in questa strana storia.

All’epoca Lotito minacciò Di Canio di azioni legali: "Io le dico pubblicamente davanti a tutti, siccome è un dato falso quello che sta dando e sta esternando pubblicamente in questo momento le dico che lei lunedì mattina riceverà una citazione, Di Canio, perché dichiara che la Lazio ha pagato Zàrate 37 milioni ed è un falso. Lei sta creando un danno a una società quotata”.

Incontriamo Di Canio sul freccia rossa Milano-Roma e ci racconta: ”Era riscontrabile il bilancio, c’erano le commissioni che erano comunque riscontrabili. Siccome io ho fatto la denuncia a lui per questa diatriba, il giudice decise che io ero nel giusto, perciò il procedimento è andato avanti con lui che era imputato e io comunque parte lesa”.

Ma torniamo al punto centrale della storia: come mai la mediazione per comprare Zàrate sarebbe costata più del doppio dello stipendio del calciatore stesso? 

Per fare chiarezza decidiamo di ascoltare la denuncia di Luis Ruzzi, il procuratore di Mauro Zàrate, e l’uomo non sembrerebbe avere dubbi: "Io voglio denunciare delle grandi irregolarità che ha fatto il presidente Lotito. Il presidente mi dice, ‘guarda Luis, per essere tranquilli io gli offro 20 milioni di euro in 5 anni, va bene?’E così firmammo”.

Già qui i conti sembrerebbero non tornare perché ufficialmente, su Zàrate, esiste solo un contratto da 7 milioni in 5 anni di stipendio, e un altro contratto di 14 milioni, per l’intermediazione”. 

L’intermediario Luiz Ruzzi prosegue nel suo racconto e ci spiega come sarebbero andate le cose: “Quando arriviamo al giorno della trattativa finale Lotito viene fuori dicendo ‘non vi do i 20 milioni come stipendio, come stipendio vi do 7. Tredici, il resto, ve li do attraverso un amico mio’. Ci presenta questo personaggio che è Riccardo Petrucchi, che era agente Fifa, però si presentava con una società inglese che si chiama Pluriel. La Pluriel in questo contratto ci riconosce 14 milioni, uno se lo doveva tenere per tutto questo servizio. Qui c’è tutto il dettaglio di questi soldi, come ce li ha mandati in Uruguay la Pluriel, che girava i soldi che prendeva dalla Lazio, che erano i soldi del giocatore, mascherati così e viaggiavano...”.

Se fosse vero il suo racconto insomma i 20 milioni su cui si erano accordati come compenso per Zàrate sarebbero stati suddivisi in una parte ufficiale di 7 milioni di stipendio direttamente al giocatore e in un’altra parte di circa 13 milioni, anche questi di stipendio, ma fatti passare come intermediazione da una società londinese, la Pluriel Limited di Riccardo Petrucchi a quella uruguagia, La Moisen, di proprietà di Sergio Zàrate, fratello di Mauro. 

Questo è almeno ciò che sostiene il procuratore Luis Ruzzi. Che prosegue: "Cioè è normale che lo stipendio di un calciatore non sia pagato dalla società che lo ingaggia ma da una società terza? Per Lotito è normale, per il resto del calcio no. Non lo è perché un datore di lavoro a un suo dipendente gli dà 7, a lui gli costa più di 14, quindi il doppio, giusto? Se tu invece su questi 15 milioni non paghi le tasse, non paghi irpef, non paghi inps, hai capito è chiaro che stai facendo un’evasione importante no?”

Ma come dovrebbe funzionare per legge, una trattativa del genere, per essere pienamente in regola? Lo chiediamo a Corrado Ferriani, commercialista e docente diritto penale dell’economia. “Certamente la squadra di calcio deve riconoscere lo stipendio al calciatore, maggiorato dei contributi previdenziali e delle tasse”, spiega il professionista.

Filippo Roma chiede: “Quindi se io devo pagare al calciatore uno stipendio di 20 milioni in 5 anni, quanto devo versare in più di tasse e contributi previdenziali?”. “Sicuramente una somma tra contributi e tasse non inferiore ai 6/7 milioni di euro”, è la risposta del commercialista.

Quando gli chiediamo del giro di denaro che ci ha descritto Luis Ruzzi il commercialista sembra non avere dubbi: "Assolutamente non è corretto, configurerebbe certamente un’evasione fiscale senza alcun dubbio e potrebbe anche configurare un reato tributario di frode fiscale di utilizzo di una fattura per operazioni inesistenti. Vi è poi un altro profilo che si dovrebbe valutare che è quello della falsità dell’eventuale bilancio”. 

“Insomma – chiediamo ancora al commercialista – se le cose fossero davvero come ce le racconta il procuratore di Zàrate, potremmo trovarci di fronte a un caso di evasione fiscale, frode fiscale e falso in bilancio?”

“Il reato tributario in questione peraltro è piuttosto grave – conferma il commercialista – perché prevede una pena superiore ai 6 anni di reclusione”.

Luis Ruzzi dà anche la sua versione su come sarebbe andata a finire l’indagine della federazione a carico di Lotito, quella di cui parlava Di Canio in tv. “Lui è andato in federazione come fa sempre, è andato lì, se l’è incartati come dice lui”, sostiene Luis Ruzzi.

In quella circostanza Lotito e la Lazio furono deferiti perché hanno pagato direttamente la società londinese, la Pluriel, invece che personalmente l’agente Riccardo Petrucchi, che comunque non aveva depositato alcun mandato scritto. Va però precisato che non è mai emerso nulla di tutto il resto raccontato oggi a Le Iene dal procuratore di Zàrate.

All’epoca, nonostante le condizioni scelte da Lotito e accettate dal giocatore, a un certo punto i rapporti tra le parti si guastano e dopo il prestito all’Inter, racconta ancora Ruzzi, “l’ha messo fuori squadra perché non ci voleva pagare, perché lui a ottobre ci doveva dare i 3 milioni di euro attraverso questo marchingegno. Il giocatore non sapeva che fare, lui lo mise fuori squadra, una cosa tremenda è stata per lui”.

Quindi dopo il prestito all’Inter, Zàrate viene messo fuori rosa e Lotito smette di pagare quanto concordato per il quarto anno di contratto. La società londinese Pluriel farà causa a Lotito e vincerà, ma non girerà i 3 milioni di euro presi dalla Lazio alla società del fratello di Zàrate, come da accordi. L’anno successivo il giocatore, pur di non rimanere un altro anno fermo, andrà in Argentina a giocare nel Velez, perdendo così anche il quinto anno di contratto con la Lazio.

Luis Ruzzi aggiunge a Filippo Roma: "La Pluriel s’è presa 3 milioni di euro, ce l’hanno in tasca, il signor Petrucchi non ce li dà. Io chiaramente sono andato da Lotito e gli ho detto così: ‘presidente questo ce l’hai presentato te, qualsiasi uomo di affari che capisce, tu sei il responsabile di questa persona, tu lo hai presentato, che dobbiamo fare adesso? Andiamo a perseguitare questo per tutto il mondo? Gliel’ho chiesto in mille maniere, lettere, gli ho mandato messaggi, lui non risponde. Ci sarà un giudice che dirà quanto ci aspetta, qui ci sono delle cifre enormi”. 

Chiediamo anche direttamente a Zàrate. L’argentino conferma che c’era un accordo di 20 milioni di euro in 5 anni. Conferma anche che una parte di quei 20 milioni sarebbero stati fatti arrivare attraverso una società inglese, la Pluriel, che li avrebbe versati alla società del fratello, che poi glieli ha girati. “Con una persona che si chiamava Petrucchi – spiega Zàrate - Io questa persona non l’ho mai vista ma dal primo giorno che ho firmato il contratto già sapevo come erano le cose”. Insomma Mauro Zàrate confermerebbe in pieno lo strano meccanismo di pagamento tramite una società londinese off shore e a tal punto sono convinti che sia una stranezza, che lui e il suo agente ora vogliono rivolgersi alla giustizia italiana.

Ma abbiamo un’ultima domanda. Ci chiediamo perché lui e il suo staff non abbiano denunciato prima tutta questa situazione e forse anzi in qualche modo l’abbiano coperta. Ci risponde Luis Ruzzi: ”Non potevo raccontare la verità perché dovevo andare a raccontare questo che aveva fatto Lotito che è una cosa fuori legge... Potevo andare a raccontare, c’avevo paura di pregiudicare il giocatore... Io l’unica cosa che volevo era andare via e pensavo che Lotito sapendo di tutta questa cosa anche lui ci agevolava… Una cosa che non ha mai fatto perché lui è un prepotente... In Federazione non gli dicono niente, e lui si sente proprietario e dunque l’unica cosa che volevamo noi è andare via...”. Insomma accuse pesantissime, le sue.

Luis Ruzzi aveva provato a chiedere spiegazioni direttamente al Presidente Lotito, almeno in due occasioni, ma senza successo e anzi Claudio Lotito aveva chiesto agli agenti della sua scorta di identificarlo.

E noi ci eravamo chiesti alcune cose molto precise. Innanzitutto la storia dei soldi che la società londinese Pluriel avrebbe pagato per l’intermediazione, versandola ad una società del fratello di Mauro Zarate in Uruguay. Ci eravamo chiesti anche se non fosse un po’ strano che l’intermediazione per comprare un giocatore costasse addirittura il doppio del suo stipendio e perché la Procura Federale non si fosse accorta di nulla.

Però un’anticipazione uscita su Repubblica di martedì scorso, proprio il giorno della nostra puntata, ha suscitato così tanto clamore che abbiamo deciso di posticipare di una settimana il servizio. Questo per consentire un’eventuale replica del presidente Lotito.

Lo abbiamo cercato chiamando il suo ufficio e anche l’ufficio stampa della Lazio, Stefano De Martino. Giovedì mattina De Martino ci conferma un appuntamento per questo lunedì alle 15, ma il giorno prima dell’appuntamento ecco un nuovo colpo di scena: ci è arrivata una lettera proprio da parte del presidente Lotito (clicca qui per la lettera). Il presidente ha visto il servizio e ha cambiato idea: non vuole più farsi intervistare da noi. Nella lettera Claudio Lotito muove una serie di accuse alle Iene e minaccia di adire alle vie legali.

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