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Mario Biondo, nuova perizia: “Usato il suo pc dopo la morte e prima che fosse trovato il corpo” | DOCUMENTO ESCLUSIVO

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A 7 anni dalla morte di Mario Biondo il suo computer è stato sottoposto a una nuova perizia tecnica. in base al documento esclusivo avuto da Le Iene è stato accertato che qualcuno deve aver toccato il portatile di Mario Biondo prima che la cameriera trovasse il corpo nel pomeriggio, ma sicuramente dopo la sua morte. Chi si è collegato al suo mac in quel periodo di tempo? Nello Speciale de Le Iene con Cristiano Pasca ricostruiamo gli errori e le bugie nelle indagini sulla morte di questo cameraman ritrovato misteriosamente impiccato nella sua casa di Madrid

“Dopo la morte del Biondo il pc è stato usato da terzi presenti sulla scena del decesso”. È la conclusione clamorosa della relazione tecnica effettuata sul computer del cameraman di Palermo trovato misteriosamente impiccato nella sua casa di Madrid. 

Da 7 anni i suoi genitori chiedono giustizia e verità sulla sua morte. Per l’autorità spagnola Mario si è impiccato, ma in questa vicenda ci sono errori e negligenze che farebbero propendere per la pista dell’omicidio. La famiglia ha fatto analizzare il suo computer, che “non è la copia forense degli hard disk”. Nello Speciale de Le Iene analizzeremo questo nuovo documento esclusivo che potete vedere qui sotto. 

CLICCA QUI PER LEGGERE LA PERIZIA

 

Per un mese dal 20 luglio 2020 il pc di Mario è stato passato ai raggi X dei tecnici informatici che sono giunti a conclusioni davvero clamorose. “Il 30 maggio 2013, il Mac aveva in cronologia tre siti visitati”, si legge. È fondamentale incrociare i dati sull’orario della morte di Mario Biondo con quello delle visite a questi siti dal suo computer. Mario è morto nella notte tra il 29 e il 30 maggio; l’ultima persona nota che l’ha visto in vita è stata la vicina attorno alle 23 mentre si preparava un caffè. Il suo corpo è stato ritrovato dalla domestica tra la tarda mattinata del 30 maggio e il primo pomeriggio, ma anche in questo caso le dichiarazioni sono contradditorie. Le perizie dicono che la morte di Mario Biondo è avvenuta tra le 2 e le 9 del mattino.

Quindi chi si è connesso al pc di Mario mentre lui era già morto e prima che il corpo venisse ritrovato? Nella relazione tecnica viene spiegato che si tratta di “tre siti visitati che fanno parte di annunci pubblicitari che collegano in automatico banner e pop-up”, cioè le pubblicità a finestra che tutti noi conosciamo quando navighiamo in internet. 

“Il pc di Biondo godeva di una connessione internet attiva e non era ibernato”, viene specificato nel documento. Un particolare ancora più importante per la tipologia di computer di Mario. Lui aveva un Mac che per riprendere la connessione alla rete internet doveva essere ‘svegliato’ usando mouse, tastiera o aprendo lo schermo. 

“Non è quindi possibile che i collegamenti citati siano avvenuti in automatico, ma senza ombra di dubbio sono avvenuti con pc funzionante, connesso in rete e ‘svegliato’ dopo l’ibernazione da un intervento umano”, scrivono i tecnici informatici. Non solo, riescono a definire con precisione anche l’orario in cui il pc di Mario è tornato funzionante. Per ben tre volte dopo la sua morte è stato riattivato: prima all’01:31, poi alle 10:03 e infine alle 11:38 (ora spagnola, per quella italiana è necessario aggiungere due ore perché in periodo di ora legale).

Questa però non è l’unica novità clamorosa scritta nel documento, che lo ripetiamo “non è la copia forense degli hard disc”. Dalla perizia viene accertato anche “che il Macbook di Biondo era controllato a distanza da un software in modalità remota da terzi”, cioè qualcuno poteva controllare tutti i movimenti del computer “nel periodo tra il 14 giugno 2013 e il 2 ottobre 2013”. Cioè a due settimane dalla morte di Mario, qualcuno ha installato questo sistema per monitorare tutta l’attività del pc per oltre 3 mesi. E in questo periodo è stato accertato che “il 9 luglio 2013 il pc ha subìto una manomissione da terzi con visite a siti per adulti, porno ed erotici nonché a prove di autoerotismo mediante asfissia”, un particolare “superficializzato in fase di indagine ma invece rilevante che denota l’intervento di terzi che con dolo e piena intenzione simulavano un aspetto caratteriale e un movente creato ad arte con piena intenzione”, si legge nella perizia tecnica. Sempre il 9 luglio è stata accertata “la visione di tutti i file presenti sul pc e la cancellazione di alcuni di questi poi recuperati”. 

Chi ha avuto accesso al computer di Mario dopo la sua morte? E perché sono state fatte quelle ricerche? Chi avrebbe avuto l’interesse a depistare le indagini e a controllare l’attività sul quel computer?

Nello “Speciale Mario Biondo, un suicidio inspiegabile” con Cristiano Pasca ripercorriamo le contraddizioni e le bugie di questo caso. La posizione del cadavere, il solco dietro la nuca e la libreria totalmente in ordine sono solo alcuni elementi che non tornano con l’ipotesi del suicidio. Com’è possibile che la sua autopsia sia piena di errori? Perché dopo la morte la moglie ha raccontato che lui aveva problemi di droga? Proveremo a dare risposta a queste domande che da 7 anni rimangono ancora aperte.

Guarda qui sotto le parti dello Speciale de Le Iene.

Speciale Mario Biondo

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