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“Mascherina gate”: il candidato di Zingaretti e i preventivi ignorati | VIDEO

Antonino Monteleone e Marco Occhipinti, nella nuova puntata della loro inchiesta sulla fornitura di mascherine alla Regione Lazio ci raccontano del passato politico di chi ha avallato la fornitura delle mascherine “fantasma” e di un nuovo preventivo più vantaggioso, mai considerato

“Tulumello partecipa alle primarie del centrosinistra per candidarsi a Fara Sabina, perde le elezioni a giugno e a ottobre diventa capo della Protezione Civile del Lazio? Diciamo che come minimo è un po’ inopportuno”. A parlare, nel nuovo servizio di Antonino Monteleone e Marco Occhipinti è l’ex consigliera regionale del Lazio Roberta Angelilli e l’ex candidato Pd oggi capo della Protezione Civile del Lazio, di cui sta parlando, è Carmelo Tulumello.

Antonino Monteleone e Marco Occhipinti ce l’avevano fatto conoscere nelle due precedenti puntate della loro inchiesta sul “mascherina gate” della Regione Lazio. Parliamo di uno degli affidamenti diretti concessi dalla Regione, attraverso Tulumello, per l’acquisto di mascherine anti-Covid per un valore di 35 milioni di Euro. In particolare quello vinto dalla Ecotech, una ditta che vende mascherine e che non solo non aveva mai trattato prima quel genere di prodotto ma che, dopo aver avuto dalla Regione un acconto di 11 milioni di Euro, non ha mai consegnato le mascherine FFP2 e FFP3, come previsto dalle scadenze dei contratti. I dispositivi di protezione individuale erano stati acquistati ad un prezzo doppio rispetto ad altri due preventivi arrivati alla Protezione Civile, ma poi ignorati.

La Iena, dopo aver scoperto del passato politico di Tulumello nelle fila del Pd, prima di vincere il concorso in Protezione Civile, ha trovato ancora un altro preventivo per la fornitura di mascherine più vantaggioso di altri preventivi poi approvati, anche questi mai considerati. Non perdete la nuova puntata dell’inchiesta di Antonino Monteleone e Marco Occhipinti sul “mascherina gate” del Lazio.

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Lo studio della Società italiana di medicina ambientale sul collegamento tra inquinamento e coronavirus, di cui noi vi abbiamo parlato già a marzo, è stato pubblicato sul British Medical Journal confermando le evidenze iniziali: le polveri sottili presenti nell’aria hanno “aperto un’autostrada al coronavirus”. Per prevenire una seconda ondata bisognerebbe usare la “mascherina anche all’esterno dove non fossero assicurate distanze di almeno 6-8 metri”

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