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Dopo la maxi rissa, un sabato notte blindato a Jesolo | VIDEO

Una linea dura di controlli e presidi di forze dell’ordine quella messa in atto dal Comune, in accordo con Prefettura e Questura,  dopo la maxi rissa che è scoppiata a Jesolo sabato 20 giugno in cui un ragazzo è rimasto a terra svenuto

Un sabato sera diverso quello del 27 giugno a Jesolo, dove il cuore della città, fra piazza Mazzini e la spiaggia, è stato blindato con 50 carabinieri e agenti. Dodici mezzi hanno presidiato la piazza dopo che, sabato scorso, una maxi rissa ha coinvolto circa 30 ragazzi. In quel parapiglia il figlio di Giampietro Cucco è rimasto a terra, privo di sensi, come mostra un video di quel terribile momento. A Iene.it: aspettando Le Iene abbiamo intervistato Giampietro pochi giorni dopo l’accaduto. “Mio figlio mi ha detto che sono stati assaliti da un gruppo di ragazzi”, ci ha raccontato. “Loro erano una decina e cercavano di calmare la situazione. Sembra che sia partito tutto da un gioco o almeno così sembrava, ma a un tratto sono esplosi”. 

Dopo alcuni episodi di tensione e la terribile rissa di sabato 20 giugno, il Comune, in accordo con Prefettura e Questura, ha dato un segnale chiaro. Oltre al presidio massiccio delle forze dell’ordine, un’ordinanza ha vietato la detenzione e il consumo di alcolici dopo le 20 il sabato notte nel lido per tutta l’estate. Alcuni giovani sono stati sanzionati perché avevano degli alcolici e due episodi di tensione sono stati spenti sul nascere. Il sindaco Valerio Zoggia è stato presente in piazza Mazzini per gran parte della serata.

“Con la linea che hanno adottato la polizia dà il segnale di tutelare i ragazzi, ma è molto brutto che debba essere così”, commenta Giampietro Cucco. “Mi sembra assurdo che a Jesolo sia necessario questo spiegamento di forze dell’ordine. Mi fa impressione perché prima andavamo in giro di notte senza problemi, mentre ora evidentemente la situazione è sfuggita di mano. Il sindaco può mettere in piazza migliaia di forze dell'ordine, ma serviranno solo a creare ancora più ostilità verso il sistema. E' importante che i responsabili vengano presi perché sennò l'unico messaggio che passerà sarà che si possono fare certe cose e farla franca”.

Suo figlio, ci informa Giampietro,  per fortuna sta meglio. Ma lo spavento per il padre è stato tremendo, come ha spiegato intervistato da Giulia Innocenzi. “Io ho saputo di cosa stava succedendo quasi in contemporanea perché un’amica mi ha mandato il video e ho visto mio figlio a terra. Quando ho visto quella scena mi è salita la rabbia, pensavo di sbranare qualcuno e invece poi per fortuna mi sono calmato”. 

Giampietro è un papà coraggioso perché invece di lasciar perdere ha deciso di denunciare. “Purtroppo non abbiamo ancora sospetti”, ci ha detto. “La mia richiesta è che se qualcuno ha visto chi ha colpito mio figlio o ha dei video lo faccia sapere, anche in maniera anonima”. Chiunque abbia visto, assistito o abbia un filmato o una foto che possa essere utile per aiutare Giampietro nel capire chi erano i ragazzi coinvolti in quella rissa può scrivere a redazioneiene@mediaset.it.

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