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Morte di Pantani, l'avvocato della famiglia: “La Procura ascolti Miradossa” | VIDEO


Dopo le dichiarazioni dello spacciatore che riforniva il Pirata all’Antimafia, il legale della famiglia di Marco Pantani chiede che la Procura ascolti Miradossa e fa un appello: “Il ministro della Giustizia mandi gli ispettori”

“A Rimini tutti dicono che Pantani è stato ammazzato, lo dicono perché Rimini è un ambiente molto piccolo e si sanno le debolezze e le virtù di tutti. In un paese normale mi aspetto che la Procura convochi Miradossa e gli chieda spiegazioni. Se io fossi il Ministro di Grazie e Giustizia, manderei gli ispettori”.

Antonio De Rensis, legale della famiglia di Marco Pantani, interviene in un’intervista radiofonica sulle dichiarazioni di Fabio Miradossa in Commissione Antimafia, di cui vi abbiamo raccontato in questo articolo.

Solo due giorni fa Fabio Miradossa, lo spacciatore di cocaina che vendeva la droga al Pirata, aveva spiegato in Commissione Antimafia: "Marco è stato ucciso, l'ho conosciuto 5-6 mesi prima che morisse e di certo non mi è sembrata una persona che si voleva uccidere. Era perennemente alla ricerca della verità sui fatti di Madonna di Campiglio, ha sempre detto che non si era dopato. Qualcosa stava facendo per arrivare alla verità, quest'ultima è però una mia convinzione". 

Dichiarazioni importanti, riprese adesso dall’avvocato De Rensis: “Quando Miradossa, napoletano che all’epoca aveva legami con la malavita a Napoli ed era uno dei più grossi spacciatori di Rimini, dice di avere patteggiato perché si è reso conto che il procuratore non voleva la verità e che Pantani è stato ucciso, dice una balla o forse sa tutto? In un paese normale mi aspetto che la Procura lo chiami e gli chieda spiegazioni. Ma se questo non accade non è un problema solo per la famiglia Pantani, bensì per tutti noi che abbiamo diritto di pretendere dai magistrati che venga fatto l’impossibile per cercare la verità”.

Il corpo di Marco Pantani viene ritrovato senza vita il 14 febbraio 2004, nella sua stanza d’hotel al residence Le Rose di Rimini. Il campionissimo, vincitore del Giro d’Italia e del Tour de France nel 1998, era stato fermato per livelli di ematocrito troppo alti rilevati nelle analisi di Madonna di Campiglio il 5 giugno 1999. Noi de Le Iene ve lo abbiamo raccontato nello speciale di Alessandro De Giuseppe, analizzando tutti i punti che sembrano non tornare nella ricostruzione ufficiale sulla morte del Pirata.

Per la giustizia si è trattato di overdose da cocaina: il decesso sarebbe la conseguenza di comportamenti ossessivi di Pantani, che dopo aver esagerato con la droga avrebbe sfasciato tutta la stanza facendosi del male da solo e poi sarebbe morto per un arresto cardiaco causato da un cocktail di cocaina e farmaci.

Le Iene avevano intervistato in esclusiva proprio lo spacciatore Fabio Miradossa (nel servizio che potete rivedere qui sopra), che ha raccontato una storia completamente diversa quella ufficiale. Una storia che ha ribadito anche in Commissione Antimafia. “Sono stato 'costretto' al patteggiamento dalla procura: la verità non la volevano, hanno beccato me ma io già 16 anni fa dicevo che Marco è stato ucciso, non è morto per droga. Lui ne usava quantità esagerate e quella volta ha ricevuto una quantità minima di cocaina rispetto a quello a cui era abituato e l'ha avuta 5 giorni prima della morte. Qualsiasi drogato usa subito la droga". Per poi aggiungere: “Sono qui per aiutarvi, mi sembra che mi state accusando. Se io non avessi voluto la verità, dopo 16 anni perché dovevo andare in tv?".

L’avvocato De Rensis, nell’intervista radiofonica, ha concluso: “Le Iene stanno lavorando con tenacia a questo caso. Pantani era amato da tutti, ma non dobbiamo istruire un’indagine per questo. Dobbiamo farlo perché un ragazzo di 34 anni è stato picchiato, ammazzato e la scena del delitto è stata alterata. Questi sono fatti gravissimi. Qualunque persona di buon senso dovrebbe dire: come mai Miradossa dice queste cose in tv e davanti alla Commissione Antimafia e non succede niente?”

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