>External linkFacebookFacebook MessengerFull ScreenGoogle+InstagramLinkedInNewsmostra di piùTwitterWhatsAppClose
News |

Caso Raciti, una nuova testimonianza sull'ipotesi dell'investimento | VIDEO

Da settimane ormai ci stiamo occupando del caso della morte dell’ispettore capo di Polizia Filippo Raciti. Con Ismaele La Vardera abbiamo raccolto una nuova testimonianza importante: “Mio padre era una collega del padre di Filippo Raciti. Il papà dell’ispettore gli disse che gli era stato detto a lui direttamente che effettivamente il figlio non era stato ammazzato da Antonino Speziale ma da quella famosa retromarcia del Discovery”.

Una nuova testimonianza importante nella storia della morte dell’ispettore capo della polizia Filippo Raciti, ucciso durante gli scontri a seguito della partita di calcio Catania-Palermo avvenuti il 2 febbraio 2007. Noi de Le Iene ci stiamo occupando di questa vicenda con il nostro Ismaele La Vardera.

Nelle scorse settimane vi abbiamo fatto sentire la testimonianza esclusiva di una donna, che sostiene di esser stata al funerale di Filippo Raciti e di aver udito questa frase rivolta al padre dell’ispettore: “Quel giorno al cimitero si avvicina questo collega, un poliziotto, e dice questa frase: ‘signor Raciti le dobbiamo porgere le scuse in quanto polizia, perché è stata una manovra errata di un collega'”.

Dopo la messa in onda del servizio, il padre e la sorella dell’ispettore Raciti sono stati sentiti dai pm e hanno smentito queste parole. In questi giorni però è successa anche un’altra cosa: un’altra persona si è fatta avanti per raccontarci una versione alternativa dei fatti che sembrerebbe simile a quella raccontataci dalla donna.

“Mio padre era una collega del padre di Filippo Raciti”, ci racconta. “Nell’ambito lavorativo nasce sempre un rapporto anche d’amicizia. Si incontrarono al mercato storico, in pescheria, dove mio padre andava a fare la spesa ogni fine settimana. Nella discussione il papà di Raciti gli disse che era venuto a conoscenza ed era stato detto a lui direttamente che effettivamente il figlio non era stato ammazzato da Antonino Speziale ma dal ‘fuoco amico’, da quella famosa, purtroppo, retromarcia del Discovery”.

E poi aggiunge: “Fece capire a mio padre che gli misero la museruola, non poteva parlare. Gli fece capire a mio padre che non poteva parlare proprio perché era una cosa troppo grossa”. Non sappiamo se anche questa testimonianza sarà smentita dai familiari di Filippo Raciti, ma le voci che raccontano questa ipotesi alternativa sulla morte dell’ispettore - che come vi abbiamo detto è stata scartata durante il processo - cominciano a essere diverse.

Ultime News

Vedi tutte
Loading