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Multe assurde ai tempi del coronavirus: che fine ha fatto il buonsenso? | VIDEO

Dal senzatetto multato perché era per strada, al barista costretta a chiudere per un bicchiere d’acqua in vetro offerto a un cliente che doveva prendere una medicina. Dov’è quel senso della misura invocato dal presidente della Repubblica? Alessandro De Giuseppe incontra i protagonisti di alcune delle multe più assurde comminate durante questa seconda ondata di Covid

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a proposito della seconda ondata di Covid, aveva detto qualche tempo fa: “La situazione richiede a tutti senso della misura”. Un senso della misura che è stato usato anche nel comminare le multe per le restrizioni contro il coronavirus? Alessandro De Giuseppe ha incontrato alcune persone che in queste settimane hanno ricevuto sanzioni davvero assurde.

Sulla panchina

Multe come quella di 400 euro ricevuta da Pino, un pensionato che qualche giorno fa si è visto avvicinare dagli agenti e chiedere i documenti. “Mi dicono ‘lei era sulla panchina a leggere il giornale’. Ho detto sì, ma aspettavo la mia compagna per andare in farmacia. Mi sono sentito davvero a disagio”, racconta l’uomo, che non ha potuto far altro che pagare.  

Un disagio comune anche ad alcuni baristi, come Matteo.

La tazzina di caffè

“C’era una signora anziana a cui piace prendere la schiumetta col cucchiaino, In quel momento lì si è fermata la pattuglia e vedendo la tazzina di ceramica mi hanno sanzionato con 5 giorni di chiusura e 400 euro di multa. La signora era a un metro dall’ingresso e aveva la mascherina. La cosa della tazzina di ceramica, che mi contestano, l’ho fatta proprio come cortesia. Noi viviamo giornalmente di quello che ci entra che è pochissimo e loro chiudendomi per 5 giorni il locale mi hanno tolto anche questa opportunità. Secondo me hanno sbagliato totalmente”, si lamenta il barista con Alessandro De Giuseppe.

La pastiglia

Stessa sorte toccata al locale di Erika, che aveva offerto un po' d’acqua ma in un bicchiere di vetro, contrariamente alle indicazioni del nuovo DPCM. La donna racconta: “Zia e nipote mi hanno chiesto due caffè che ho versato nel bicchierino d’asporto. Il nipote mi ha chiesto due dita d’acqua, con una pastiglia in mano e io inavvertitamente, e sbagliando, ho preso un bicchiere di vetro e ho messo due dita d’acqua”. Il risultato? Lo stesso di Pino: 400 euro di multa e 5 giorni di chiusura per il locale.

La multa al senzatetto

E allora che dire dei 280 euro di multa che si è visto rifilare Pasquale, un senzatetto di Como, che nel mostrarci il portico sotto il quale dorme dice: “Ero seduto lì quando è arrivata la macchina della polizia, mi hanno detto ‘qua non si può stare” e io ho risposto ‘non so dove andare’. Hanno chiuso il finestrino dell’auto e si sono messi a scrivere. Mi hanno detto di firmare il foglio, che io non ho letto”. Un foglio che recita “spostamento dal suo domicilio senza essere in grado di motivarlo”. Peccato però che Pasquale non ce l’abbia più un domicilio: “Ho perso la casa”, racconta alla Iena.  “Non l’ho pagata la multa, e come facevo? Il giorno dopo mi hanno detto ‘la multa te l’ha pagata un benefattore’. Io gli bacerei i piedi, l’abbraccerei, non so cosa farei per lui. Ma devo anche pensare che questa è una multa senza senso”.

Galeotti furono i baci

Una cosa ancora più incredibile è capitata a Domenico, un ragazzo che nel pieno centro di Milano si è visto avvicinare dai vigili: “Tornando a casa io e la mia ragazza, dopo una cena, ci stavamo dando dei baci, degli abbracci. Avevamo la mascherina abbassata, siamo stati fermati da un gruppo di vigili che ci hanno detto che noi non la indossavamo ad una distanza minima di un metro, ma noi siamo fidanzati da quasi tre anni! Ci hanno contestato il fatto che non potevamo dimostrare la residenza. Io ho fatto anche vedere le foto, che eravamo sempre insieme – racconta il giovane – ma loro non hanno voluto sentire ragioni, e hanno continuato a fare la multa per un totale di 800 euro!”

Al riparo dalla pioggia

Cinque giorni di chiusura e 400 euro di multa anche per un gelataio, Angelo, perché gli agenti hanno visto un gruppo di ragazzini che si erano fermati sotto al portico del suo locale, a quanto sembra per ripararsi dalla pioggia: “Non me ne sono reso conto, per me erano andati via”, racconta l’uomo. E invece per i vigili quel gruppo di ragazzi sta consumando proprio lì davanti, dopo la chiusura, una cosa vietata.

In palestra

Verbale inflessibile anche per una palestra, che a fronte della crisi si era organizzata erogando corsi on line. “Io mi ero posizionata qui e il mio collega stava lavorando di là, vediamo i vigili entrare, si affacciano e vedono una situazione di estrema sicurezza – racconta Alice - . Stavamo facendo le registrazioni on line, la vigilessa poi ci ha detto ‘fate ricorso’”.

Insomma, dov’è il buonsenso delle istituzioni tanto invocato dal presidente Mattarella? Anche perché, a leggere la risposta del Prefetto di Milano, da noi interpellato sulla questione, ci sembra di cogliere tutta un’altra impostazione: “Ragionevolezza, buon senso, nessun accanimento sono le linee guida dei controlli, tenendo sempre conto delle situazioni e motivazioni personali. Si deve orientare, si deve invitare e solo di fronte a comportamenti ciononostante scorretti, sanzionare”.

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