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Le Iene per Nadia / 6: le donne dell'Isis e tutte le sue battaglie per gli altri | VIDEO

Nella sesta e ultima parte de Le Iene per Nadia raccontiamo il suo reportage sul dramma delle donne dell’Isis, per cui viene premiata come miglior giornalista televisiva 2015. E tutte le sue lotte per aiutare chi soffre, dall’anoressia alla prostituzione minorile

Dopo il suo primo servizio e il malore che ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino al ritorno in onda, abbiamo ripercorso la sua inchiesta sull’inquinamento dell’Ilva di Taranto e quella sulla Terra dei fuochi, abbiamo visto anche i pericoli del suo lavoro con la prima aggressione e rivissuto la riunione delle 100 Iene per la prima puntata senza di lei. 

Per Nadia vivere e lavorare vuol dire cercare di migliorare le vite degli altri. È il 2015, l’Isis è agli albori, ancora se ne sa poco. Un video in cui alcuni miliziani parlano delle donne yazide come fossero carne al macello la fa partire. Incontra alcune profughe del sedicente Stato islamico che le raccontano l’inferno e gli orrori subiti. Per questo reportage viene premiata miglior giornalista televisiva dell’anno

Nel 2013 mette tutta la sua passione per cercare di aiutare una ragazza anoressica. Due anni più tardi con Open Space si occupa ancora di anoressia e di alcune agenzie che nella moda vogliono modelle sempre più magre. Con Osvaldo Verri si dedica ai “piccoli schiavi del calcio”, con Enrico Didoni ai furbetti del porta a porta disposti a tutto pur di avere un contratto, firmato spesso con l’inganno. Ferma anche un uomo che sa di avere l’Hiv e vuole avere rapporti sessuali non protetti. Con Marco Fubini mette la parola fine a un fenomeno agghiacciante in un campo nomadi di Bari: la prostituzione dei bambini.

Sempre per aiutare chi soffre.

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