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Navi dei veleni: “Riaprite il mistero della morte del capitano De Grazia” | VIDEO

Giulio Golia ci ha raccontato delle decine di navi, cariche di rifiuti tossici e scorie radioattive, affondate in Calabria con la connivenza della ‘ndrangheta. Un mistero che si lega alla morte del capitano Natale De Grazia, che stava indagando sul caso, una scomparsa su cui una senatrice M5S chiede ora di fare luce

“Riaprite le indagini sulla misteriosa morte del capitano Natale De Grazia”. Lo chiede la senatrice M5S Margherita Corrado, presentando un’interrogazione al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Una morte di cui vi abbiamo parlato nel servizio di Giulio Golia che potete rivedere qui sopra.

“Per truffare le assicurazioni e sbarazzarsi di rifiuti industriali, ma forse anche radioattivi, evitando i costi dello smaltimento legale nei decenni passati i fondali intorno alle coste del Sud Italia sono stati trasformati in un cimitero di ‘navi dei veleni’ o ‘navi a perdere’, come dimostrato da recenti inchieste giornalistiche e saggi ben documentati”, ha spiegato la senatrice. Anche noi de Le Iene siamo tra quelli che hanno indagato sul caso.

Vi abbiamo raccontato la vicenda delle cosiddette “navi a perdere”, le navi dei veleni, cariche di rifiuti tossici e radioattivi, che sarebbero state affondate al largo della Calabria, con la connivenza della ‘ndrangheta. Navi come la Rigel, mai ritrovata, che sarebbe stata affondata volontariamente con 3mila tonnellate di scorie radioattive a largo di Capo Spartivento, e su cui aveva indagato il capitano Natale De Grazia.

Giulio Golia aveva incontrato un altro componente del pool reggino che indagava su quelle navi, Francesco Neri, che aveva raccontato: “C’erano piani di carico falsi, doganieri corrotti, una truffa alle assicurazioni” . Il magistrato, per quella sua indagine, aveva ricevuto numerose minacce di morte e dopo la misteriosa scomparsa nel 1995 del capitano De Grazia (ufficialmente per infarto) quel pool era stato sciolto. Una vittoria per i clan.  

“Lo Stato deve giustizia alla memoria del Capitano – ha spiegato la senatrice pentastellata -  ma ha anche l’obbligo morale di fare luce su tutte quelle oscurità abissali che finora non sono state scandagliate non per mancanza di mezzi tecnici ma di volontà. Serve, dunque, tornando ai nostri mari, una mappatura geo-chimica dei fondali territoriali di Calabria, Puglia, Basilicata, Campania e Sicilia in grado di indicare la qualità chimica dei sedimenti; servono controlli sugli smaltimenti illeciti di rifiuti nelle acque territoriali ed internazionali, ieri e oggi; servono controlli radiochimici sul pescato ionico/tirrenico; serve una mappatura degli eventuali spiaggiamenti di contenitori di rifiuti industriali; serve cercare e identificare la posizione di tutte le ‘navi dei veleni’”. 

anticipazione

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L'ultima puntata

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