Nocera Umbra, la vicenda della casa di cura autogestita in Regione: “Lasciate lì gli anziani” | VIDEO
Il futuro della casa di cura autogestita di Nocera Umbria arriva in consiglio regionale. Ma ancora una volta la Regione assieme all’Asl e al Comune non ne vogliono sapere di lasciare i nonni in quella struttura. Abbiamo conosciuto questi agguerritissimi nonni nei servizi di Giulio Golia da cui è nata una petizione sottoscritta da oltre 115mila persone
“Bisogna cambiare qualche regola, quegli anziani vogliono stare lì”. La discussione sul futuro della casa di cura autogestita dai nonni di Nocera Umbra (Perugia) arriva in consiglio regionale. Sulla scia dei servizi di Giulio Golia, il consigliere Vincenzo Bianconi ha presentato un’interrogazione che ha ricevuto risposta dall’assessore alla Sanità Luca Coletto. Nelle scorse settimane anche il consiglio comunale si è interessato della vicenda.
La Regione assieme al Comune e all’Usl Umbria 2 sono i destinatari della nostra raccolta firme su Change.org sottoscritta da oltre 115mila persone che chiede di lasciare gli anziani in quella struttura (CLICCA QUI PER FIRMARLA). Una struttura dello stato in cui i nonni hanno creato un sistema davvero incredibile senza spendere un solo euro di soldi pubblici
“Lo stabile è di proprietà aziendale e la destinazione di comunità terapeutica non è congruente con i requisiti strutturali per la residenza protetta, che richiedono precise attività di riabilitazione, bagni assistiti e procedure specifiche”, ha ribadito l’assessore Coletto nella sua risposta all’interrogazione.
Con Giulio Golia abbiamo incontrato questi agguerritissimi nonni: Osvaldo l’artista, Emilia, Gino, Fidalma e poi Donata, Maria, la chiacchierona Anna e tanti altri. Li abbiamo conosciuti a febbraio (qui il primo servizio), quando il coronavirus ancora non aveva stravolto le nostre abitudini. Loro si opponevano a dover lasciare la loro casa di cura autogestita al centro del dibattito politico. Per la burocrazia però i nonni dovrebbero fare le valigie e sparire da lì. Così il 20 aprile in piena pandemia, l’Usl Umbria 2 ha inviato una lettera per chiedere la riconsegna dell’immobile.
I nonni abitano in uno dei quattro padiglioni di una struttura dell’Usl, e ognuno ha una sua stanzetta. Hanno le badanti che li aiutano nelle varie incombenze e a preparare da mangiare. A gestire la struttura è un’associazione di cittadini. Fino a due anni fa, questa era una casa di riposo comunale, gestita dall’Usl come tantissime altre. Il mantenimento di questa struttura costava 316mila euro: 200mila a carico del Comune e il restante suddiviso tra gli ospiti. Ma per Nocera Umbra, paese di appena 5mila anime, era un onere troppo importante. Così il Comune decide di chiudere, dirottando gli ospiti nelle altre strutture della provincia. Ma loro non vogliono separarsi. A questo punto anche i cittadini del paese si mobilitano per i nonnini. Si è creato un comitato che ha ottenuto da Usl e Regione una soluzione temporanea: utilizzare la struttura come residenza senza però ricevere alcun finanziamento pubblico. E ci sono riusciti, aumentando anche gli ospiti! Quando la struttura era finanziata dal Comune per 316mila euro ospitava 10 nonni, ora al costo circa di 140mila euro sono 14.
Qui ormai sono una grande famiglia, ma per il sindaco e le altre istituzioni questa realtà non dovrebbe esistere. Una volta capito che i nonni non volevano spostarsi in altri comuni, è stato proposto loro di trasferirsi in un’altra struttura a 50 metri dall’esistente, ma costruita per anziani non autosufficienti. Una differenza non solo sostanziale, ma anche di costo. E in questa vicenda sembra che tutti i nonni della struttura autogestita verranno considerati come non autosufficienti, quando in realtà non è così.
“Occorre che la Asl faccia un bando per l’affidamento del bene, quindi che il Comune faccia il definitivo cambio di destinazione. Le norme sono rispettate, il luogo è agibile, non gravano vincoli di destinazione sul terreno, l’unico limite è che il cambio di destinazione fatto era a tempo ed è scaduto”, ha ribadito il consigliere Bianconi. “Non ci sono irregolarità ma un modello virtuoso di cui quegli anziani sono orgogliosi e che andrebbe replicato anche altrove”.
Intanto tutti noi possiamo sostenere i nonni di Nocera Umbra sottoscrivendo la raccolta firme.