Coronavirus, l'Oms: “Guariti 3 giorni dopo la fine dei sintomi, anche senza tampone”
L’Organizzazione mondiale della sanità cambia radicalmente le regole sull’isolamento obbligatorio dei pazienti con Covid-19: “Si può tornare a uscire dopo tre giorni pieni senza più sintomi”. Non serve più il tampone. Migliaia di persone anche in Italia sono obbligate da mesi a stare a casa e a non lavorare in attesa proprio dei due tamponi negativi a distanza di 24 ore anche senza più sintomi da tempo
Contrordine dell’Oms: per ritenersi guariti dal Covid-19 non bisognerà più aspettare i due tamponi negativi. L’Organizzazione mondiale della Sanità fa un brusco dietrofront rispetto alle direttive impartite finora a livello mondiale.
La nuova regola dell’Oms per gestire la pandemia è questa: dopo 3 giorni pieni senza sintomi sarà possibile ritenersi guariti e dunque terminare l’isolamento domiciliare. In caso di paziente sintomatico si dovrà attendere 10 giorni dall’insorgenza dei sintomi e 3 dalla loro fine mentre, se il paziente è asintomatico, lo si potrà ritenere guarito 10 giorni dopo il risultato del tampone positivo.
Una svolta clamorosa che l’Oms lega a una considerazione che emergerebbe dalle analisi di laboratorio: il virus attivo, cioè quello in gradi di replicarsi e infettare, non sarebbe presente se non in casi rarissimi nei campioni respiratori a 9 giorni dall'insorgere dei sintomi. La nuova direttiva punta dunque a dichiarare il paziente guarito dal punto di vista clinico, indipendentemente dai due tamponi negativi ravvicinati, come è stato finora.
Un cambio di linea che, nel ridurre il periodo di isolamento per pazienti non contagiosi, punta a liberare risorse da dedicare ad altri oltre a consentire agli stati di ridurre la spesa per i tamponi non più necessari. Nella sola Lombardia a oggi ci sono ancora quasi 12.500 persone in isolamento in attesa dei due tamponi negativi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Persone per le quali magari il secondo tampone negativo tarda ad arrivare o non arriva mai in quanto basterebbe anche una quantità minima di virus a far sballare l’esito del tampone e a prolungare quindi l’isolamento.
Una liberazione per persone come Elena per esempio la giovane sanmarinese che in un video ci aveva raccontato tutta la sua frustrazione: “Continuo ad avere tamponi positivi anche se non ho più sintomi da marzo. Fateci uscire di casa, diteci se siamo davvero ancora infettivi”.
Potrebbe essere insomma una svolta nel trattamento dei pazienti anche alla luce dei casi eccezionali di cui vi abbiamo parlato a partire dalla nostra Iena Alessandro Politi, positivo per 49 giorni, o della modella Bianca Dobroiu, positiva per oltre 70 giorni e in quarantena obbligatoria anche in assenza di sintomi.
La nuova direttiva dell’Oms, già recepita dai Centers for disease control and prevention (Cdc) statunitensi, deve ora passare al vaglio delle autorità sanitarie dei diversi Paesi, Italia compresa.