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Opera Pia di Palermo, licenziamenti illegittimi: perché l'arcivescovo non ascolta gli ex lavoratori? | VIDEO

Filippo Roma e Marco Occhipinti tornano sulla vicenda dei 42 ex lavoratori dell’Opera pia di Palermo, licenziati nel 2018. Come spiega il legale Nadia Spallitta, nonostante una sentenza in loro favore, “l’Opera pia non ha ancora provveduto né al risarcimento dei danni né a reintegrare i lavoratori”. La Iena torna a cercare risposte da monsignor Lorefice, presidente dell’Ente

“Bussate e vi sarà aperto”, dice il Vangelo. Ma quando è la Chiesa che non ti apre o addirittura ti chiude la porta in faccia, capita che un gruppo di lavoratori a cui sono stati calpestati i diritti, inizi a perdere la pazienza.

È quello che è successo agli ex lavoratori dell’Opera Pia, licenziati mentre erano assunti a tempo indeterminato. Ci siamo occupati di questa vicenda già due anni e mezzo fa con Filippo Roma e Marco Occhipinti. Tutto inizia nel gennaio 2018, quando Corrado Lorefice, dal 2015 arcivescovo di Palermo e presidente dell’ente caritatevole Opera pia, ha licenziato 42 lavoratori assunti a tempo indeterminato. 

“Questi due anni sono stati un inferno”, ci ha raccontato Roberto, uno dei lavoratori licenziati. “La Chiesa mi ha rovinato, io infatti non ci vado più”. “Questo licenziamento ha praticamente distrutto la mia vita e quella di mio figlio”, ci ha detto Salvina, anche lei licenziata.

Nei precedenti servizi dedicati alla vicenda, Filippo Roma aveva provato ad avere qualche risposta dall’arcivescovo, ma senza successo. Quel che sorprende è anche che l’Ente da lui presieduto nel 2017, anno in cui avrebbe smesso di pagare i dipendenti, aveva ricevuto più di due milioni e mezzo di euro di finanziamento pubblico dalla Regione. Non solo, l’Opera pia è proprietaria di una ventina di immobili per un valore stimato di circa 30 milioni di euro.

Filippo Roma aveva provato a chiedere a monsignor Lorefice come mai, dopo aver finalmente pagato parte degli stipendi arretrati, avrebbe poi chiesto i soldi indietro agli ex lavoratori. Ma il vescovo per tutti quei mesi, tra dribbling e fughe improvvisate, ha fatto praticamente sempre scena muta.

Per fortuna ai nostri lavoratori ci ha pensato non il vescovo ma la provvidenza! “I ricorsi contro il licenziamento sono stati accolti”, spiega il legale degli ex lavoratori dell’Opera pia, Nadia Spallitta. “Il licenziamento è stato dichiarato illegittimo con sentenza del giudice del lavoro di Palermo e l’Opera pia è stata condannata a reintegrare nel posto di lavoro i dipendenti e altresì al risarcimento dei danni”. Una bella notizia: il giudice del lavoro ha dato ragione ai lavoratori che devono essere risarciti e alcuni dei quali devono pure essere riassunti. Tutto risolto, quindi? Non proprio. “Nonostante la sentenza sia oggi definitiva perché non è stata impugnata dall’Opera pia”, continua la legale, “devo dire che in realtà l’Opera pia non ha ancora provveduto né al risarcimento dei danni né a reintegrare i lavoratori. E' passato circa un mese”. E non stiamo parlando proprio di due spiccioli: “Le somme sono consistenti: ammontano a circa un milione e mezzo”.

Filippo Roma è tornato a cercare risposte da monsignor Lorefice, dal momento che l’arcivescovo è andato a dare solidarietà ai licenziati dagli altri incontrando i lavoratori della Rinascente che rischiano di perdere il posto di lavoro. Ma anche stavolta l’arcivescovo non ne ha voluto sapere di ascoltarci. Filippo Roma è così andato a sentire ne pensano gli altri preti di Palermo.

Dopo tutto questo tempo, gli ex lavoratori dell’Opera pia non ne possono più di aspettare e allora davanti all’arcivescovado ci siamo andati anche noi. L’obiettivo? Suonare alla porta e farsi ricevere una volta per tutte da monsignor Lorefice. Ma le cose non sono andate come sperato.

Nessuno riceve gli ex lavoratori, che ormai sono disperati: “Arcivescovo per favore, veramente ti supplico con tutto il cuore, fatti un esame di coscienza e pensa che noi avevamo un lavoro e l’abbiamo perso ingiustamente”, è l’appello di Anna Maria. Ormai si è fatto tardi e ai manifestanti non resta che tornare il giorno dopo. Filippo Roma è con loro, ma quando gli ex lavoratori bloccano la strada interviene la Digos, chiedendo loro di sgombrare. Non resta che sospendere la manifestazione. Ma le loro richieste restano: vogliono solo essere ascoltati da monsignor Lorefice e sapere cosa ne sarà del loro lavoro e dei loro risarcimenti. E ci uniamo anche noi al loro appello: arcivescovo di Palermo, i suoi lavoratori licenziati bussano alla sua porta da due anni e mezzo, che aspetta ad aprirgli e a dare loro ciò che gli spetta?

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