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Pescatori sequestrati in Libia, Di Maio: “Lavoriamo per riportarli indietro, entrati in area non autorizzata” | VIDEO

Silvio Schembri incontra a Mazara del Vallo, nel trapanese, le famiglie dei 18 pescatori trattenuti con la forza da oltre 50 giorni in Libia. Erano in acque internazionali. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio parlando con la Iena: “Lavoriamo per riportarli indietro, sono entrati in area non autorizzata sotto il controllo di truppe militari”

Silvio Schembri ci racconta il sequestro dei 18 pescatori di Mazara del Vallo trattenuti da oltre 50 giorni a Bengasi, in Libia. I pescatori, che facevano parte di un gruppo di 9 motopescherecci impegnati in una battuta di pesca in acque internazionali, sono stati avvicinati da imbarcazioni della guardia costiera libica e costretti con le armi a seguirli fino a Bengasi, città sotto il controllo del generale Haftar.

Silvio Schembri, prima di chiedere spiegazioni al Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ha incontrato alcuni dei pescatori scampati al sequestro che hanno raccontato quelle lunghe ore di paura e le famiglie dei 18 ancora nelle mani dei libici.

Le due imbarcazioni, Medinea e Antartide, si trovavano nelle acque internazionali mentre per le autorità libiche avrebbero sconfinato in una zona ritenuta di sua esclusiva pertinenza. Una decisione unilaterale della Libia insomma, secondo la quale la zona di competenza esclusiva si estenderebbe fino a 74 miglia dalla propria costa e quindi ben oltre le 12 miglia riconosciute da tutti i paesi del mondo.

Un’area pescosissima quella, nella quale i pescatori di Mazara sono abituati ad andare, anche perché sapevano di essere protetti dal servizio della Marina chiamato Vigilanza Pesca o “Vipe”, che assicura la presenza navale continua nelle acque sostengono del Canale di Sicilia. Una missione che però da qualche tempo, come raccontano gli stessi pescatori siciliani, sembrerebbe fare acqua in tutti i sensi.

L’armatore della Annamadre spiega: “Abbiamo chiamato i soccorsi 5 minuti dopo che hanno iniziato a sparare. Ci hanno detto che stavano intervenendo ma dopo un po' non abbiamo sentito più nulla. Sentivamo solo i comandanti che gridavano aiuto...”.

Silvio Schembri va a parlare del dramma dei 18 sequestrati e delle paure dei pescatori siciliani con il ministro degli Esteri Luigi di Maio. “Qui il tema è molto semplice”, ci dice. “Abbiamo i pescherecci italiani che sono entrati in un’area non autorizzata. Quell’area è un’area sotto il controllo di truppe militari”.

Un’area, spiega ancora il ministro Di Maio, non riconosciuta però dal nostro governo. Silvio Schembri chiede spiegazioni al ministro, che prosegue: “Non abbiamo servizi di scorta ai pescherecci”. “Non c’è stato ancora nessun processo avviato.  Per quello che mi riguarda, questa richiesta non è mai stata notificata ufficialmente da alcuna parte, però tante delle cose che noi stiamo affrontando in questi giorni, e in queste ore - perché mentre parlo con lei ci sono tutti gli apparati dello Stato che stanno lavorando - noi non le renderemo pubbliche perché noi ci assicuriamo della salute dei cittadini e pescatori siciliani e allo stesso tempo lavoriamo per riportarli indietro”.

Intanto da oltre 50 giorni 18 nostri pescatori sono trattenuti con la forza lontani dalle loro famiglie, per avere pescato in acque internazionali.

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