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Psicoterapeuta violentatore? Chiesto il processo per Abdulstar: “Noi vittime lasciate sole”

Nina Palmieri ci ha raccontato, attraverso le terribili testimonianze delle giovani vittime, gli abusi che sarebbero stati commessi durante le visite dallo psicoterapeuta Muhammad Abdulstar. Per l’uomo adesso è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio per violenza sessuale ai danni di “Sara”, la prima vittima: “Sei mesi sono troppo pochi per denunciare: dopo le violenze rimaniamo da sole”

“Mi auguro solamente che, conoscendo la giustizia italiana, si tenga in considerazione il fatto che quell’uomo ha già avuto altri due processi per lo stesso reato. Sono in contatto con le altre vittime: mi dispiace che non lo abbiamo potuto denunciare, per via della legge italiana che prevede un tempo massimo di sei mesi dai fatti.  Parliamo di un disagio enorme, che abbiamo bisogno di elaborare e spesso non bastano certo sei mesi. Io sono stata fortunata, ma a guidarmi non è stato il coraggio bensì la disperazione…”

A parlare è “Sara” (il nome è di fantasia), una donna che dopo aver subito violenza sessuale dal suo patrigno all’età di 7 anni, era finita nelle “grinfie” dello psicoterapeuta Muhammad Abdulstar, di cui ci ha raccontato Nina Palmieri nei suoi servizi (l’ultimo potete rivederlo qui sopra). L’uomo, per cui è appena stato chiesto il rinvio a giudizio da parte del pm con l’accusa di violenza sessuale ai suoi danni, invece di aiutare Sara a superare i fantasmi del passato, se ne sarebbe approfittato e alla seconda seduta di quella “terapia” l’avrebbe violentata.

Ora potrebbe arrivare il processo per il medico al quale, come vi abbiamo raccontato nell’articolo che trovate qui, l’azienda sanitaria di Mestre, dove operava, aveva revocato la convenzione.

Sara, raggiunta da Iene.it, si sfoga alla notizia del rinvio a giudizio, in lacrime: “Io ero qui da sola, per me denunciare è stata una sorta di liberazione, un’ancora di salvezza. Il fatto che sia stato radiato dall’Ordine è una grande conquista per me, per lo meno non potrà farlo ad altre, se non con altri mezzi, perché lui è molto abile…La cosa brutta è che dopo questi fatti si rimane sole. Io mi sono rivolta al Centro Anti Violenza, per dieci incontri, ma non sono niente: dopo ci si ritrova in balìa del vuoto più totale…”

Dopo la messa in onda del primo servizio, con il racconto di Sara, molte altre donne ci avevano contattato, per denunciare un comportamento simile da parte di Muhammad Abdulstar.

Una donna aveva raccontato l’approccio molto particolare del medico: “Mi ha detto ‘devi succhiarmi il pollice secondo il ricordo che hai della suzione di tuo figlio, quando l’hai attaccato al seno’”. Quando eravamo andati dal medico a chiedere spiegazioni, lui aveva negato che quello con le sue pazienti fosse sesso, e aveva parlato di semplice “condivisione”.

Una tesi difficile da credere, ascoltando il racconto di un’altra giovane: “All’epoca avevo 17 anni e avevo problemi di obesità.  Una volta in visita, ricordo che mi ha dato da bere quest’acqua, che però non sembrava fosse acqua, ma una specie di medicinale…”

Dopo quel sorso lo psicoterapeuta inizia a ripeterle delle strane parole e la giovane finisce per perdere il contatto con la realtà: “Tutto è diventata una specie di cantilena… mi trovavo nella tranquillità più assoluta. Da quel momento mi sposta a pancia in giù. Mi sono ritrovata nuda. Completamente spogliata. E non avevo più sensibilità dal bacino in giù…E in quel momento ha abusato di me...”

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