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In ginocchio per Riccardo Magherini, morto durante un fermo: il flash mob a Firenze | VIDEO

Il gruppo Amici del Maghero ha organizzato assieme ai familiari il flash mob in ricordo di Riccardo Magherini nel giorno in cui avrebbe compiuto 46 anni. Una protesta che ricorda quelle seguite all’uccisione di George Floyd da parte della polizia Usa. Noi de Le Iene seguiamo da tempo questo caso

Un flash mob, simile alle proteste per l’uccisione dell’afroamericano George Floyd da parte della polizia Usa, per ricordare Riccardo Magherini nel giorno di quello che sarebbe stato, il 17 giugno, il suo 46° compleanno. È successo a Firenze in piazza Santo Spirito: decine di persone si sono inginocchiate per commemorare il quarantenne morto nel 2014 per un infarto, subito dopo un fermo dei carabinieri. L’evento è stato organizzato dal gruppo Amici del Maghero e potete vederne alcune immagini nel video qui sopra, realizzato e curato da Matteo Calì. “Siamo qui per ricordare Riccardo nel giorno del suo compleanno”, ha detto il fratello Andrea, “e per dire basta ai fermi violenti e agli abusi delle forze dell'ordine, il nostro impegno ora sarà fare in modo che non accada più”.

Noi de Le Iene ci siamo occupati del caso Magherini in due servizi di Mauro Casciari del 3 ottobre 2014 e del 29 gennaio 2015. Siamo partiti appunto dal video girato da un cittadino di Firenze dalla finestra e da una domanda: perché un uomo di 40 anni in preda al panico muore durante il fermo dopo che ha incontrato i carabinieri che dovevano aiutarlo? 

Secondo la ricostruzione dell’accusa nei primi due procedimenti, Riccardo Magherini, che si trovava in uno stato di delirio e aveva assunto cocaina, sarebbe stato bloccato a terra e picchiato dai tre militari mentre gridava “aiuto” e “sto per morire” in mezzo alla strada in Borgo San Frediano a Firenze il 3 marzo 2014. Poco dopo è morto di infarto. Aveva 40 anni, una moglie e due figli. Filmati e 29 testimonianze raccontano lo stato di costrizione dell’uomo, che chiedeva aiuto, con il peso addosso dei militari. All’ospedale, come testimoniano le foto, arriva ricoperto di ferite ed ematomi sul volto e su tutto il corpo. 

Il secondo servizio che abbiamo dedicato al caso parte da un video di Riccardo ripreso dalle telecamere interne di un ristorante del centro di Firenze: è tranquillo e gioviale, cinque ore dopo morirà. Resta molto da chiarire sulle modalità della sua morte. Anche perché nessun video delle telecamere di una delle aree più video sorvegliate del mondo è stato consegnato alla procura. Per la Cassazione le modalità di quel fermo che ha portato alla morte di Riccardo Magherini non sono però da condannare “perché i carabinieri non potevano prevederla”. 

A luglio dello scorso anno la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha ritenuto ammissibile il ricorso della famiglia di Riccardo Magherini: è stato depositato per le modalità con cui è stato arrestato e su alcuni aspetti delle indagini e sulla parte finale del processo. Adesso lo Stato italiano potrebbe essere condannato per non aver rispettato il diritto alla vita e all’equo processo, ed è ancora attesa la sentenza.

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