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Sedato e legato: un Paese civile permette tutto questo? | VIDEO

Il 2 maggio un ragazzo di 33 anni, di nome Dario, subisce un Tso in mezzo alla strada. “Sono chiuso nelle mani e nelle braccia, non mi posso muovere. La situazione è indescrivibile”. Nina Palmieri ci racconta la sua storia

“Sono chiuso nelle mani e nelle braccia, non mi posso muovere. La situazione è indescrivibile”. Questa è la voce di un ragazzo di 33 anni, rinchiuso in un reparto psichiatrico e privato della propria libertà. Dopo giorni di reclusione e silenzio sta sentendo per la prima volta il fratello al telefono: è pesantemente sedato, al punto che le sue parole sono difficili da decifrare.

“Tutto il tempo mio figlio diceva: ‘mamma’, mi straziava il cuore a sentirlo e non poterlo né vedere né aiutare”, dice la madre a Nina Palmieri. Dario Musso è finito nel reparto psichiatrico il 2 maggio, ed è stato  legato per 5 giorni dopo aver subìto un Tso sotto gli occhi di tutto il paese in mezzo alla strada. Quello che è successo è degno di un paese civile? 

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