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Serie tv e partite con il pezzotto? Scoperti 160mila abbonamenti illegali | VIDEO

Giro di vite alla diffusione del pezzotto, il dispositivo che permette di vedere in maniera illegale canali tv a pagamento. La guardia di finanza di Caserta ha sequestrato 56 server e 7 Iptv. Nei guai sono finiti anche 900 reseller. Con Alessandro di Sarno abbiamo conosciuto cosa c’è dietro tutto questo

Sono oltre 160mila gli abbonamenti illegali che da qualche ora non funzionano più. È la prima conseguenza del sequestro preventivo da parte della guardia di finanza di Caserta di 56 server, 2 siti web e altrettanti canali Telegram. Questo sistema illegale si basava su 7 Iptv e consentiva la fruizione di contenuti attraverso il pezzotto, il dispositivo che permette di vedere in maniera illegale canali tv che richiederebbero un abbonamento. Nel servizio che vi riproponiamo qui sopra, Alessandro di Sarno ci ha mostrato cosa si nasconde dietro questo fenomeno (a volte anche la camorra).

Le settimane di lockdown per il coronavirus hanno fatto crescere il diffondersi di abbonamenti illegali come compagnia alle persone che si sono ritrovate chiuse in casa. Finita la fase dell’emergenza sanitaria, gli affari per i venditori di pezzotto sono proseguiti anche nella Fase 3, quella in cui sono riprese le partite di calcio. La denuncia che ha fatto partire le indagini è stata presentata dalla Lega di Serie A, contitolare con le singole squadre delle partite di calcio e dei diritti audiovisivi. Un abbonamento illegale, venduto a poco più di 10 euro, consentiva l’accesso a 450 canali televisivi e la fruizione di oltre 30mila contenuti multimediali tra serie tv, film, partite. In questo giro erano coinvolti 900 reseller: 2 su 3 erano anello di congiunzione con i clienti finali. 

Con Alessandro di Sarno abbiamo conosciuto chi sta alla base di questa piramide illegale: gli installatori. E, se alla base ci sono loro, ai vertici troviamo gli amministratori, cioè le persone che gestiscono la distribuzione e la vendita di tutti gli abbonamenti. Tra gli installatori e gli admin ci sono i reseller, venditori all’ingrosso di pezzotti che superano mediamente i 1.000 utenti. Ci siamo infiltrati in uno dei gruppi di venditori all’ingrosso più grandi d’Italia e siamo riusciti a ottenere un appuntamento con un reseller. “Nel mio gruppo siamo in 109”, ci spiega. “Ogni gruppo ha 1.000 utenti”. Si tratterebbe quindi di un giro d’affari da oltre un milione di euro al mese. Ci fingiamo convinti a comprare da lui gli abbonamenti e gli diamo appuntamento nel parcheggio per dargli i soldi in cambio dei codici degli abbonamenti. Invece dei soldi ad aspettarlo c’è il nostro Alessandro di Sarno.

La reazione del reseller ci lascia senza parola. “Io non vendo niente”, ci dice. “Io ho due figli per favore!”. E scoppia in un pianto disperato: “Non arrivo a fine mese”. La Iena gli chiede per chi lavora. “È un gruppo troppo gigantesco, non so neanche io chi sono i capi. Sono flussi che arrivano tutti dall’Europa e anche fuori. Io guadagno 10 euro a abbonamento”. E ci parla di “un boss troppo grande, uno che è nel giro da tanti anni, è il proprietario dei flussi”. 

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