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Silvana Saguto, pm chiede 15 anni e 10 mesi di carcere: “Sistema perverso”

Silvana Saguto, ex presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, è imputata a Caltanissetta con l'accusa di essere stata a capo di un sistema illegale nella gestione dei beni sequestrati alla mafia. Noi de Le Iene abbiamo raccontato il suo caso con Matteo Viviani e Riccardo Spagnoli

Pesante richiesta del pm nei confronti di Silvana Saguto, l'ex presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo imputata a Caltanissetta con l'accusa di essere stata a capo di un sistema illegale nella gestione dei beni sequestrati alla mafia, di cui noi de Le iene vi abbiamo parlato con Matteo Viviani e Riccardo Spagnoli. La procura ha infatti chiesto per lei una condanna a 15 anni e 10 mesi, e anche l'interdizione per 5 anni dai pubblici uffici. La procura ha definito “tentacolare e perverso” il presunto sistema che sarebbe gravitato intorno alla Saguto. Il pm ha detto: “Emerge un quadro desolante con pubblici ufficiali che hanno tradito la loro funzione. E tra loro ci sono magistrati, colonnelli, il tutto per il perseguimento di interessi privati”. 

Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 12 anni e 3 mesi anche per uno dei principali imputati, l'avvocato Gaetano Cappellano Seminara, amministratore giudiziario. E poi, tra gli altri, è stata chiesta una condanna a 9 anni e 10 mesi per l'ingegner Lorenzo Caramma, marito di Silvana Saguto; 11 anni e 10 mesi per il professor Carmelo Provenzano; 6 anni per l'ex prefetto Francesca Cannizzo; 2 anni e 6 mesi per l'ex giudice della sezione misure di prevenzione Lorenzo Chiaramonte; 10 anni e 11 mesi per l'amministratore giudiziario Roberto Nicola Santangelo; 2 anni per l'amministratore giudiziario Walter Virga; 6 mesi per Emanuele Caramma, figlio della Saguto; 4 anni e 4 mesi per il docente universitario Roberto Di Maria; 5 anni per Maria Ingrao, moglie del professor Provenzano; 4 anni e 6 mesi per Calogera Manta, cognata di Provenzano; 8 anni e 1 mese per il colonnello della Dia Rosolino Nasca. Chiesta invece l'assoluzione per Vittorio Pietro Saguto, padre dell'ex magistrato e per l'amministratore giudiziario Gabriele Aulo Gigante.  

Pesanti, come dicevamo, le richieste della Procura insomma. Non solo nei confronti di Silvana Saguto, ma anche per il presunto cerchio magico che sarebbe ruotato intorno a lei: precisiamo comunque che si parla di richieste dell'accusa e non di condanne a carico degli imputati. Noi de Le Iene ci siamo occupati di questa storia nei servizi di Matteo Viviani e Riccardo Spagnoli. A dicembre la Iena era riuscito a parlare con la Saguto: “Quando il tribunale mi condannerà lei avrà modo di dispiacersi, se non mi dovesse condannare lei dovrebbe solo pensare a scusarsi”, ci aveva detto.

Nell’ultimo servizio abbiamo tentato di ricostruire quelli che sembrano essere i “tentacoli” del cerchio magico che, secondo la procura nissena, sarebbe gravitato intorno alla ex giudice. “È crollato un intero sistema”, ci ha detto la giornalista dell'AdnKronos Elvira Terranova. “Questo famoso ‘cerchio magico’ faceva parte di un sistema molto più grande, perché riguardava moltissimi magistrati e persone a loro legate”. Una rete fittissima che per anni, secondo la procura, si sarebbe scambiata favori traendo presunti vantaggi più o meno consistenti dagli incarichi assegnati nei sequestri di prevenzione che arrivavano dal tribunale guidato dalla Saguto. Per rivedere l’intero servizio, cliccate qui.

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